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Lunedì 21 febbraio 2022- XV Giornata Nazionale del Braille, istituita in memoria dell’inventore del sistema di lettura e scrittura tattile a rilievo per non vedenti e ipovedenti, messo a punto dal francese Louis BLuis Braille, l’uomo che aprì ai ciechi le finestre del mondo. raille nella prima metà del XIX del secolo.

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Oggi ricorre la XV Giornata Nazionale del Braille,  istituita con Legge n. 126 del 3 Agosto 2007, in memoria del maestro francese. A Luis si ascrive il merito dell’invenzione che ha avviato il lungo percorso storico di integrazione ed emancipazione dei ciechi di tutto il mondo.  Il  metodo  venne adottato e continua ad essere utilizzato  a livello universale in tutte le lingue.

Nell’ambito di tale giornata,  sono previste numerose iniziative, finalizzate a sensibilizzare  l’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti, in coincidenza con la Giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’UNESCO (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura).  Il metodo Braille  è un  sistema che  consente ai ciechi di accedere al patrimonio culturale scritto dell’umanità.  Lo scopo è quello di richiamare  l’attenzione degli studenti, degli insegnanti e/o degli operatori sull’importanza che il sistema Braille che  riveste nella vita delle persone non vedenti e di quanti sono coinvolti direttamente o indirettamente nelle loro vicende. Il fine è quello di sviluppare di diffondere il valore    sviluppare politiche pubbliche e comportamenti privati che allarghino le possibilità di reale inclusione sociale e di accesso alla cultura e all’informazione per i non vedenti e gli ipovedenti.

Chi era Louis Braille?  Perché il suo  metodo ha letteralmente rivoluzionato il mondo dei non vedenti e degli ipovedenti?

Louis Braille nasce  nel 1809 vicino Parigi,  figlio di un ciabattino.  Proprio nella bottega del padre.  A soli  5 anni, giocando con gli attrezzi, perde la vista: prima un occhio per l’incidente, poco dopo anche l’altro a causa di una conseguente infezione.

A l giovane  piace  studiare e a 10 anni  viene iscritto all’Istituto dei Ciechi di Parigi, riservato ai soggetti in condizione di disabilità visiva. Il programma svolto  in questa istituzione era finalizzato all’apprendimento vocale  lavorava perché imparassero i concetti per via vocale e fornire ai ragazzi un  mestiere manuale, non potendo né scrivere né leggere. Braille, oltre a ricevere un’istruzione importante, impara a suonare l’organo, riscuotendo  anche successo fino a diventare docente nella stessa scuola.

 Ed è proprio il suo ruolo di docente a portarlo ad analizzare i sistemi di insegnamento più adatti e veloci per i non vedenti: un soldato in visita all’istituto gli  espone il  sistema di comunicazione adottato in trincea di notte, al buio.    Riflette, studia e trasforma  questo input nella sua idea geniale: l’alfabeto Braille, una combinazione di sei punti a rilievo capace di rappresentare tutte le lettere dell’alfabeto.

Per la scrittura  ricorre all’utilizzo di  fogli di carta pesante poggiati sopra un tavoletta di ferro, un punteruolo al posto della penna ed ecco la scrittura. Un sistema che applica  subito ai suoi studenti e che in pochissimi anni  conquista il  mondo.  Da questo momento in poi i non vedenti e  gli ipovedenti  iniziano a comunicare in modo autonomo e senza l’aiuto di altre persone, utilizzando appunto    il codice che dal suo inventore assume  il nome.  Inizia  la svolta storica per i soggetti che versavano nella condizione di non vedenti. Braille muore a soli 43 anni in seguito ad una tubercolosi. Le sue spoglie  vengono conservate nel Pantheon di Parigi, a segnare la storica importanza della sua invenzione per l’umanità.  Grazie a Louis Braille i  ciechi sono riusciti ad abbattere  e superare le barriere che ostacolavano i processi di emancipazione ed integrazione, mettendo in risalto   capacità, talento nascosti dall’oblio.

Oggi , nella società attuale, la tecnologia fornisce strumenti e sussidi che  incentivano  la  crescita personale, professionale e sociale. delle persone cieche. Grazie comunque a   quei sei piccoli puntini  si sono  generati  fiumi di consapevolezza e di affrancamento, portando all’inserimento di persone prive di vista in ogni settore.  Da quei sei puntini, da quella tavoletta e dal quel punteruolo è iniziato il vero percorso che ha originato una nuova  comunicazione, dando vita  ad una vera e propria rivoluzione  culturale inarrestabile, dando luce a conquiste sempre più ampie e gratificanti.