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S. Stefano di Rogliano. L’opposizione incalza: l’amministrazione comunale spende risorse in consulenze inutili su atti già definiti dell’Anticorruzione

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Al gruppo “Comune in comune” fa piacere che  l’amministrazione comunale racconti i fatti secondo il suo punto di vista, sempre ché rispetti quello degli altri evitando subdoli riferimenti che esulano dal contesto e dai fatti denunciati.

Ida Paola Cerenzia e Simona Mancuso

Dal  comunicato postato sulla pagina Facebook del gruppo arcobaleno, che gira sotto forma di replica, si  evince il desiderio di suddividere il procedimento dell’Anticorruzione che rimane unico ed inequivocabile e non sdoppiato come si vuol far credere furbescamente  ai lettori.
La, segnalazione all’Anac riguardo il conferimento dell’incarico al legale, ritenuto dal gruppo Comune in Comune, superfluo, insignificante risulta, comunque, sempre legato all’unico procedimento  concluso con le contestazioni e il rilievo di una serie di criticità che l’amministrazione non intende sanare, riconfermando la mancanza di trasparenza e le illegittimità che emergono dagli atti dall’organo terzo,  configurato nell’Anticorruzione e non nella figura del legale di fiducia prescelto direttamente dalla giunta comunale e dal sindaco attraverso un apposito atto giuntale. 
La contestazione fatta sullo sperpero di danaro pubblico rimane in piedi in quanto come asserisce la stessa Anac nella nota acquisita al protocollo del Comune avviene a conclusione di un procedimento concluso da tempo. Infatti la richiesta, come riconosce lo stesso gruppo consiliare  Arcobaleno di archiviazione é stata  palesemente rigettata.
A cosa é servita, quindi, la nomina, di un legale se non a consumare risorse di bilancio che potevano essere investite per alleviare i disagi economici che vivono molte famiglie e attività commerciali?  A nulla. Non é certamente servita alle casse del Comune dalle quali si attingono  risorse per sostenere spese legali e difendersi  nei contenziosi aperti sul fronte ambientale, come il sequestro preventivo attuato dalla magistratura dell’ impianto di depurazione del Vico, e degli accumuli dei rifiuti pericolosi scioperi dai Carabinieri forestali nelle vicinanze della palestra comunale, immobile da cui proverrebbe il materiale rinvenuto, accantonato e abbandonato da diversi anni in quel luogo.

Giova ricordare ancora all’amministrazione che il nostro spirito di collaborazione- rammentano i consiglieri di opposizione Ida Paola Cerenzia, Simona Mancuso e Franco Garofalo-   non è stato apprezzato neanche in questa occasione purtroppo. Infatti se si fossero seguiti i nostri suggerimenti, forniti gratuitamente per il bene della collettività,, si sarebbero evitate inutili spese per consulenze legali,  rese su un atto la cui natura definitiva era ed è inconfutabile. Spiace ancora che si usino termini rancorosi che come avversari non ci appartengono. Vorremmo ancora sottolineare come amministrare la cosa pubblica è per noi un atto di responsabilità nei confronti dell’intera comunità che deve essere fatto rispettando le norme ed utilizzando la diligenza tipica del bonus pater familias, non creando figli e figliastri o alimentando  ostilità, odio e rancori che appartengono a società tribali e non alla nostra che vogliamo guardi avanti ampliando orizzonti di civiltà e di progresso.
Infine ci sembra opportuno rinnovare alla maggioranza l’invito a voler trasmettere i consigli comunali in diretta streaming, così da poter rendere partecipi tutti i cittadini di quanto viene detto e verbalizzato nei civici consessi, nell’ambito di una discussione e non di una tesi magistrale di difesa di parte ben confezionata da giuristi esperti.  Di dotarsi,al pari degli altri Comuni, di una pagina istituzionale Facebook  come strumento per veicolare la comunicazione pubblica e non utilizzare profili privati di gruppi che trasforma la comunicazione pubblica in fatto privato e quasi personale. Il Comune é la casa di tutti e non di qualche potentato o gruppo di persone che amano piú l’esercizio del potere che il dovere di servire e rispettare le regole della convivenza democratica.