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Sila d’autunno, il benessere comincia da una passeggiata

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Dal lago Arvo alle faggete, un itinerario tra i colori dell’altopiano. La ricerca studia i benefici del contatto con la natura, mentre resta aperta la domanda sul ruolo specifico delle sfumature autunnali.

di Francesco Garofalo

L’autunno non arriva in Sila tutto in una volta. Si posa prima su alcune chiome, accende una sponda del lago, lascia ancora verde il bosco poco distante. È questo intreccio di colori a rendere l’altopiano così attraente: ciascuno vi legge qualcosa di diverso, secondo il proprio sguardo, i propri ricordi, il momento che sta vivendo. Per chi ama la montagna, l’aria fresca e il silenzio, una giornata tra pinete e faggete può diventare un’occasione per alleggerire i pensieri. Si cammina, ci si ferma, si osserva. La mente, abituata a rincorrere ciò che è accaduto o ciò che deve ancora venire, torna per un momento a ciò che ha davanti. La vita è adesso: anche nel movimento di un ramo, nella luce che attraversa le foglie, nel rumore dei passi sul sentiero. Non è soltanto una suggestione poetica. Numerose ricerche associano la frequentazione degli ambienti naturali a un minore stress percepito e a un miglioramento del benessere psicologico. L’Organizzazione mondiale della sanità richiama, tra i possibili fattori, il rilassamento, il movimento e la possibilità di sottrarsi almeno per un po’ al rumore quotidiano. Alcuni studi hanno osservato anche variazioni di parametri fisici, tra cui la pressione arteriosa. I risultati dipendono però dalle condizioni in cui si svolge l’esperienza e non autorizzano a considerare una passeggiata una cura per qualsiasi disturbo. E i colori? La percezione visiva fa parte dell’incontro con il paesaggio. Alcuni piccoli studi sperimentali hanno registrato effetti favorevoli sul rilassamento e sull’umore quando i partecipanti osservavano boschi, foglie colorate o scene autunnali. È un campo di ricerca interessante, ma ancora limitato: molti esperimenti sono stati condotti con immagini, ambienti virtuali o gruppi ristretti di persone. Non possiamo quindi affermare che il rosso, il giallo o l’arancio delle foglie possiedano, ciascuno, una specifica proprietà terapeutica. Per la stessa ragione sarebbe improprio chiamare questa esperienza cromoterapia. La cromoterapia propone l’uso di determinati colori per curare specifiche condizioni, ma la sua efficacia clinica non è stata dimostrata in modo solido. Altra cosa è la fototerapia, che impiega luce intensa secondo modalità definite ed è studiata, per esempio, per il disturbo affettivo stagionale. Osservare i colori della Sila significa vivere un’esperienza naturale, nella quale lo sguardo si unisce al cammino, alla luce, ai suoni e alle emozioni personali. Da qui può nascere una proposta: studiare anche nei nostri territori gli effetti della percezione dei paesaggi autunnali, confrontando stagioni, luoghi e persone di età diverse. Quanto contribuiscono i colori al rilassamento? Quanto contano, invece, il movimento, il silenzio, l’acqua o i ricordi legati a un luogo? Sono domande che meritano ricerche rigorose. Nel frattempo, possiamo lasciarci guidare dalla curiosità e scegliere dove cominciare la nostra passeggiata. Una prima meta è Lorica con il lago Arvo, raggiungibile da Piano Lago attraverso Cellara e Colle Ascione.

Dai tratti di riva accessibili nei pressi dell’abitato si può guardare verso i boschi della sponda opposta. Nelle giornate luminose, il sole fa risaltare le sfumature degli alberi sull’acqua; quando si alza un po’ di vento, i rami sembrano danzare. Non serve percorrere molta strada per trovare uno scorcio capace di trattenere lo sguardo. Per osservare il paesaggio da un’altra prospettiva c’è il Treno della Sila, con il viaggio turistico da Camigliatello Silano a San Nicola–Silvana Mansio. Il bosco scorre oltre il finestrino e invita a cogliere dettagli che, viaggiando in auto, spesso sfuggono. Prima di partire è opportuno verificare date e disponibilità delle corse. Poco distante da Camigliatello, il Centro Visita Cupone e il lago Cecita offrono un’altra occasione di incontro con la natura silana. Sentieri naturalistici, osservatori faunistici e un’area attrezzata nei pressi del lago consentono di alternare la passeggiata alla conoscenza dell’ambiente attraversato. Merita una sosta anche la riserva dei Giganti della Sila, a Fallistro. Davanti agli alberi monumentali, lo sguardo sale lungo i tronchi e il tempo sembra assumere una misura diversa. Chi desidera un panorama più ampio può guardare all’area di Monte Botte Donato, sopra Lorica, verificando in anticipo le condizioni dei percorsi e l’eventuale apertura degli impianti di risalita. Anche la Sila catanzarese invita a procedere senza fretta. Nei pressi di Villaggio Mancuso, il Centro Visita Antonio Garcea, nella riserva Poverella–Villaggio Mancuso, permette di avvicinarsi a un ambiente segnato dalla presenza del pino laricio. Più a sud, il lago Ampollino, nella zona di Trepidò e Villaggio Palumbo, aggiunge all’itinerario altri scorci d’acqua e foresta. Tra i percorsi dell’area figura il sentiero di Timparello: prima di affrontarlo, è bene consultare la descrizione e la mappa ufficiale, scegliendo un cammino adatto alle proprie possibilità. Quale luogo scegliere? Forse quello a cui ci legano i ricordi. O forse uno che ancora non conosciamo. La Sila non chiede di vedere tutto in un giorno: offre, in ogni stagione e in ogni suo angolo, un motivo per tornare. In autunno il suo invito è particolarmente semplice: fermarsi, guardare con attenzione e concedersi il tempo di essere presenti. Il benessere, qualche volta, comincia da una passeggiata.