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Settembre di fede nel Savuto: da Mangone e Rogliano alla festa di Santa Liberata

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Dopo le celebrazioni della Madonna dell’Arco e di Santa Maria delle Croci, l’attenzione si sposta su Santo Stefano di Rogliano, dove prosegue il novenario in onore di Santa Liberata

Piano Lago– Settembre è il mese nel quale numerosi Comuni del Savuto rinnovano il proprio legame con la fede, la memoria e le tradizioni popolari. Le feste religiose non rappresentano soltanto appuntamenti del calendario, ma occasioni nelle quali le comunità si ritrovano, rinsaldano la propria identità e accolgono quanti ritornano nei luoghi d’origine per partecipare a riti tramandati nel tempo. I festeggiamenti in onore della Madonna dell’Arco a Mangone sono caratterizzati da una sentita partecipazione alle celebrazioni religiose e alle manifestazioni civili. Anche la vicina e popolosa Rogliano rende omaggio a Santa Maria delle Croci, particolarmente venerata dagli abitanti del rione Cuti. Adesso l’attenzione si sposta sulla vicina Santo Stefano di Rogliano, dove prosegue il novenario dedicato a Santa Liberata. Ricorrenze geograficamente vicine e, in alcuni giorni, sovrapposte, che restituiscono l’immagine di un territorio unito da una spiritualità popolare ancora profondamente radicata. Nel rione Cuti la devozione verso Santa Maria delle Croci assume un significato particolarmente intimo. Per gli abitanti del quartiere, i cutisi, la Madonna rappresenta una presenza familiare, legata alla storia delle case, delle famiglie e delle diverse generazioni. A raccontare questo profondo rapporto è anche l’espressione con la quale viene affettuosamente invocata: “Santa Maria nostra de Cuti”. Quel “nostra” racchiude un sentimento di vicinanza e appartenenza ed esprime la fede di chi è cresciuto guardando alla Madonna come a un riferimento nei momenti lieti e nelle difficoltà della vita.

Santo Stefano di Rogliano attende Santa Liberata

A qualche chilometro di distanza, Santo Stefano di Rogliano si prepara a vivere i giorni culminanti della festa di Santa Liberata. Il programma, che proseguirà fino al 20 settembre 2026, è promosso dalla Parrocchia Santo Stefano Protomartire, in collaborazione con l’associazione “Amici per S. Liberata” e con il sostegno dell’Amministrazione comunale. Il momento culminante sarà vissuto domenica 20 settembre, con la celebrazione della Santa Messa e la processione che accompagnerà la venerata effigie lungo le strade del paese fino al Santuario. Un cammino collettivo capace di coinvolgere famiglie, giovani, anziani ed emigrati che ritornano per partecipare alla solennità. Tra i segni più caratteristici della tradizione figura il suono delle zampogne, che dal 14 al 19 settembre attraverserà all’alba le vie e i quartieri del borgo. Le antiche melodie diventeranno ancora una volta annuncio della festività, richiamo alla preghiera e voce di una memoria che continua a vivere. Particolarmente atteso è anche il volo dei palloni in onore di Santa Liberata, uno dei momenti più poetici e identitari della ricorrenza. L’antica usanza viene mantenuta viva grazie all’impegno di un gruppo di ragazzi del paese, che realizza artigianalmente i palloni ripetendo tecniche e gesti appresi di generazione in generazione. Il loro lavoro rappresenta un prezioso passaggio di memoria: sono mani giovani a custodire un’arte antica, impedendo che venga disperso un patrimonio fatto di abilità, creatività e appartenenza. Quando i palloni si innalzano nel cielo, sembrano portare con sé le preghiere, le speranze e il desiderio di libertà dell’intera comunità. Accanto agli appuntamenti religiosi, il programma prevede diversi momenti musicali e culturali. Il 18 settembre si esibiranno i Sabatum Quartet, apprezzati interpreti della tradizione musicale calabrese. La serata del 19 settembre avrà invece come protagonista Bianca Atzei, tra gli eventi maggiormente attesi del calendario civile. Il 20 settembre, a conclusione dei festeggiamenti, sarà proposto lo spettacolo “Enea canta Mango – Omaggio a Pino Mango”, seguito dai tradizionali fuochi pirotecnici. È prevista anche la sesta edizione dell’“Alba Day”, iniziativa curata dal Centro Studi “Stefanos”. Da Mangone a Rogliano, fino a Santo Stefano di Rogliano, il mese di settembre compone così una vera geografia della devozione. Cambiano i luoghi, le immagini sacre e le consuetudini, ma resta immutato il bisogno delle comunità di ritrovarsi attorno alle proprie radici. Le processioni, le zampogne, le fiaccole e i palloni che salgono verso il cielo raccontano un territorio nel quale la fede continua a essere memoria condivisa, partecipazione e speranza.