Home Attualità Sequestro annullato, il Riesame riconosce l’assenza dei presupposti cautelari: decisione favorevole al...

Sequestro annullato, il Riesame riconosce l’assenza dei presupposti cautelari: decisione favorevole al prof. Andrea Bruni, direttore dell’Unità di rianimazione dell’Ospedale Annunziata di Cosenza

60

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha disposto la revoca del sequestro preventivo nei confronti del Andrea Bruni, docente ordinario e direttore dell’Unità di Rianimazione dell’Ospedale Annunziata di Cosenza, ordinando l’immediata restituzione della somma di 62.347,05 euro. Il provvedimento, adottato dalla Seconda Sezione Penale del Riesame in sede di rinvio, segue l’annullamento disposto dalla Corte di Cassazione, che aveva evidenziato una carenza motivazionale in ordine alla sussistenza del periculum in mora, presupposto imprescindibile per il mantenimento di una misura cautelare reale finalizzata alla confisca. Nell’ordinanza, depositata il 5 febbraio 2026, il Collegio ha precisato che il nuovo esame doveva essere circoscritto esclusivamente alla verifica dell’attualità e concretezza del pericolo cautelare. Applicando i principi consolidati della giurisprudenza di legittimità, i giudici hanno ritenuto insussistenti elementi idonei a giustificare l’anticipazione dell’effetto ablativo, rilevando come le ipotesi prospettate non fossero supportate da dati concreti e specifici.

Sulla base di tali considerazioni, il Tribunale ha annullato il provvedimento impugnato, revocando il sequestro e disponendo la restituzione integrale delle somme, riaffermando la necessità che ogni misura restrittiva patrimoniale sia sorretta da una motivazione puntuale, attuale e coerente con i principi di proporzionalità e garanzia. La decisione giunge in una fase particolarmente significativa del percorso professionale del prof. Bruni, che negli ultimi periodi ha ottenuto numerosi riconoscimenti per l’attività clinica e scientifica svolta, sia in ambito ospedaliero sia nel campo della ricerca. In particolare, sono stati pubblicamente espressi ringraziamenti da parte di utenti e familiari per interventi di pronto soccorso ad alta complessità, come quello effettuato presso il Pronto intervento del Botulino dove tempestività, competenza e professionalità si sono rivelate determinanti nel salvare vite umane. A tali testimonianze, comparse anche sulle pagine di organi di stampa locali e di settore, si affiancano apprezzamenti provenienti dal mondo scientifico e accademico per importanti contributi alla ricerca medica, a conferma di un profilo professionale riconosciuto e apprezzato ben oltre i confini territoriali.
La vicenda giudiziaria si inserisce così nel percorso di una nuova generazione di professionisti della sanità, chiamati a operare in contesti complessi e delicati, che continuano a svolgere il proprio ruolo con spirito di servizio, rispetto delle regole e fiducia nelle istituzioni, nella giustizia e nello Stato di diritto.(La Redazione)