Il progetto, rivolto agli alunni dagli 8 ai 14 anni, arriverà anche nelle scuole calabresi. Alle missioni digitali si affiancheranno laboratori, visite nelle fattorie didattiche e incontri con gli agricoltori.
Coltivare un orto virtuale per comprendere il valore del cibo reale. È l’idea alla base di “Farmcraft – Coltiva il tuo mondo”, il progetto presentato da Coldiretti che utilizza l’universo di Minecraft per avvicinare gli studenti all’agricoltura, alla biodiversità e a scelte alimentari consapevoli. Secondo quanto annunciato dall’Ufficio stampa di Coldiretti Calabria nel comunicato del 20 ottobre, l’iniziativa approderà prossimamente anche nelle scuole della regione. Destinato ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni, il percorso propone un incontro tra apprendimento e gioco: costruire, coltivare e affrontare missioni diventano occasioni per conoscere l’origine degli alimenti e il lavoro necessario per portarli sulle nostre tavole. Il progetto è stato illustrato durante la giornata inaugurale del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione di The European House – Ambrosetti. Il percorso nelle scuole comprenderà anche un contest, attraverso il quale coinvolgere gli alunni nelle attività educative.
Dall’orto virtuale alle esperienze sul campo
Le missioni di Farmcraft accompagneranno gli studenti alla scoperta della coltivazione, dell’allevamento e della biodiversità. Spazio anche alla lettura delle etichette, alla distinzione tra alimenti freschi e prodotti ultraformulati, alla Dieta Mediterranea e al rapporto tra alimentazione, sostenibilità e attività fisica. La dimensione digitale sarà affiancata da esperienze concrete: visite nelle fattorie didattiche, incontri con gli agricoltori, laboratori e percorsi nei mercati di Campagna Amica. L’intento è collegare ciò che i ragazzi sperimentano sullo schermo con la conoscenza dei prodotti, della loro stagionalità e dei processi agricoli. Per le scuole calabresi si prospetta così un’opportunità per valorizzare il rapporto con il territorio. Anche nelle comunità del Savuto-Reventino, un percorso di questo tipo potrebbe favorire l’incontro tra studenti e realtà agricole locali, trasformando saperi, produzioni e tradizioni in occasioni di apprendimento.

Un’alleanza tra scuola, famiglie e agricoltori
Farmcraft si inserisce nel cammino promosso da Coldiretti e Campagna Amica per rafforzare l’educazione alimentare. Il comunicato richiama il Manifesto di Udine del giugno 2025, gli accordi con la Federazione Italiana Medici Pediatri e con l’Anci e il progetto “Campagna Amica per la Salute”, fondato sulla collaborazione tra agricoltori e medici. Al centro della proposta vi è la capacità di scegliere con maggiore consapevolezza: leggere un’etichetta, riconoscere la provenienza di un alimento e comprenderne le caratteristiche sono competenze che riguardano la vita quotidiana di tutta la famiglia. Nel documento, Coldiretti ribadisce inoltre la propria posizione a favore della trasparenza delle filiere, della valorizzazione delle produzioni italiane e del contrasto alle frodi alimentari, richiamando l’attenzione sulle differenze tra le regole produttive applicate nei diversi Paesi.

Conoscere il cibo per riconoscere il valore della terra
Il significato educativo dell’iniziativa riguarda anche il legame tra consumi, ambiente e comunità. Sapere da dove arriva un prodotto aiuta a riconoscere il lavoro delle persone che lo coltivano e il ruolo dell’agricoltura nella cura del territorio. In una regione come la Calabria, ricca di tradizioni rurali e produzioni locali, questo collegamento può assumere un valore particolare: offrire ai più giovani strumenti per conoscere il patrimonio alimentare dei propri luoghi e comprenderne le possibilità future. Il comunicato non indica ancora il calendario delle attività né le modalità di adesione per gli istituti calabresi. La prospettiva annunciata è quella di costruire una collaborazione stabile tra scuole, famiglie, agricoltori e professionisti della salute, partendo da un linguaggio familiare ai ragazzi per accompagnarli verso una maggiore consapevolezza del cibo e del mondo che lo produce.