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Savuto e Regionali: un territorio chiamato a ritrovare la sua centralità politica

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di Direzione Ecodellavalle

Il Savuto si avvicina alle prossime elezioni regionali con il peso della sua storia e con l’urgenza di riaffermare un ruolo centrale nello scenario politico calabrese. La stampa ha spesso definito Piano Lago “il non Comune”, un territorio particolare, in cui le competenze amministrative sono frammentate fra più municipi. Un’area che, insieme ai Comuni confinanti e al centro nevralgico di Rogliano, ha sempre espresso rappresentanze politiche di rilievo, capaci di incidere non solo in Calabria ma anche a livello nazionale. La tradizione politica del comprensorio parla da sé: da Giacomo Mancini, segretario nazionale del PSI e più volte ministro, ad Antonio Guarasci, primo presidente della Regione Calabria e padre del primo centro-sinistra in Italia, fino a Pierino Buffone, più volte sottosegretario e sindaco di Rogliano per diverse legislature. Nomi che testimoniano la capacità del territorio di esprimere figure autorevoli e di peso istituzionale. Oggi, i sedici Comuni del Savuto, insieme a quelli dell’area di Piano Lago, guardano a una nuova stagione politica. La legislatura che si avvia a conclusione ha visto la presenza di Franco Iacucci, vicepresidente del Consiglio regionale, già sindaco di Aiello Calabro e Presidente dell’ex Comunità Montana del Savuto, e di Pierluigi Caputo, consigliere regionale con radici a Paterno Calabro, paese del Santo patrono della Calabria. Due figure che hanno dato voce al comprensorio, ma che non bastano a coprire le aspettative di una comunità vasta e articolata.

Le coalizioni di centrodestra e centrosinistra, insieme alle nuove formazioni che si affacciano sulla scena politica, annunciano la possibilità di altre candidature. Non è escluso che da Rogliano, città che ha sempre rappresentato un riferimento politico importante, possano emergere figure pronte a giocare un ruolo di primo piano. Anche i Comuni vicini a Piano Lago potrebbero esprimere nuovi protagonisti, segno di una vitalità che, se ben organizzata, può tradursi in rappresentanza politica forte e coesa.

La sfida, tuttavia, non riguarda soltanto le candidature. Il territorio si trova oggi a fare i conti con problemi strutturali: lo spopolamento dei borghi, il declino economico e sociale, le infrastrutture insufficienti. Serve un progetto politico capace di mettere insieme ciò che esiste con idee innovative, in grado di collegare il locale con la dimensione globale. Cultura, dialogo, trasparenza e partecipazione devono diventare le chiavi di uno sviluppo omogeneo e condiviso. In questo quadro, la proposta di legiferare sulle fusioni dei Comuni omogenei assume un valore strategico: unire le forze per rafforzare i territori, dare maggiore peso istituzionale alle comunità e accedere a fondi che oggi vanno altrove, penalizzando i piccoli borghi del Savuto. Le elezioni regionali rappresentano dunque un banco di prova decisivo. Il Savuto ha già dimostrato nella sua storia di saper esprimere leadership di grande autorevolezza. Oggi ha l’occasione di ritrovare quella vocazione, evitando di restare ai margini e rilanciando la propria azione politica all’interno della Calabria che verrà.