Home Attualità Santo Stefano di Rogliano: zampogne e palloni aerostatici, il cuore antico della...

Santo Stefano di Rogliano: zampogne e palloni aerostatici, il cuore antico della festa di Santa Liberata

113
A Mangone e Rogliano si sono già conclusi con successo i festeggiamenti in onore della Madonna dell’Arco e di Santa Maria di Cuti

Settembre, nel Savuto, è il mese che più di ogni altro custodisce tradizioni e memorie collettive. Alcune celebrazioni si sono già concluse, come quella della Madonna dell’Arco a Mangone e di Santa Maria di Cuti a Rogliano. All’appello resta ancora la festa di Santa Liberata a Santo Stefano di Rogliano, che terminerà come da consuetudine la terza domenica di settembre, con i tradizionali fuochi d’artificio e il concerto di Enrico Ruggeri.

Le zampogne, il suono che sveglia il borgo

Tra i riti che accompagnano il novenario di Santa Liberata, merita una nota speciale la tradizione delle zampogne. A prima vista, il loro suono potrebbe sembrare fuori stagione, soprattutto considerando le temperature ancora estive. Eppure, da secoli, le note di questi strumenti popolari risuonano all’alba e percorrono le strade del borgo, dando il buongiorno agli abitanti con un misto di allegria e nostalgia.

Suonate con passione da Tonino Mancuso, che imbraccia la Pepita, e da suo figlio Francesco, alle prese con le zampogne, le melodie attraversano il paese vecchio e nuovo, portando un messaggio di festa e memoria. Accanto a loro, il presidente dell’Associazione Stefanos, Enzo Perri, e un gruppo di giovani del borgo che, più che cimentarsi con gli strumenti, ascoltano divertiti i brani eseguiti con questi antichi strumenti, che di tecnologico non hanno nulla e che appartengono a un mondo di cultura artigianale, dove l’arte si fonde con la manualità e la passione popolare. Questa usanza, amata dai residenti e dai concittadini emigrati all’estero, continua a emozionare e a rinnovare ricordi che non si sono mai assopiti col tempo. È un rito che si rinnova ogni anno grazie alla volontà dell’Associazione Stefanos, che ne promuove il valore storico e culturale.

Il volo dei palloni: la festa sale al cielo

Accanto alla musica delle zampogne, un altro rito popolare rende unica la festa di Santa Liberata: il volo dei palloni aerostatici. Vere e proprie mongolfiere di carta, costruite artigianalmente e decorate con colori vivaci, vengono fatte innalzare al cielo come gesto simbolico di devozione e speranza. Il volo dei palloni, curato con passione dall’Associazione Amici per Santa Liberata e dai giovani del luogo, rappresenta uno dei momenti più suggestivi del novenario e della festa. Al calare del giorno, a conclusione della santa Messa e al suon delle campane, i palloni illuminano il cielo sopra Santo Stefano, regalando uno spettacolo che incanta grandi e piccoli, unendo sacro e profano in un abbraccio di comunità.

Una tradizione che resiste

Il novenario, celebrato al Santuario di Santa Liberata, che sorge sul monte Tirone, situato sulla sommità del M. Tirone, che sovrasta il borgo, richiama fedeli da tutta la Calabria e da fuori regione. La notte che precede la festa, la veglia alla sacra effige rinnova il legame con una devozione antica, mentre i riti popolari – dalle zampogne ai palloni – rafforzano l’identità di un paese che fa della memoria il suo cuore pulsante. Così, tra fede, musica e spettacolo, Santo Stefano di Rogliano rinnova ogni anno un patrimonio immateriale che unisce generazioni e che continua a parlare al presente con il linguaggio universale delle emozioni. Intanto, si sono conclusi con successo i festeggiamenti in onore della Madonna dell’Arco a Mangone e quelli dedicati a Santa Maria di Cuti a Rogliano, che hanno visto una grande partecipazione popolare e momenti di intensa devozione.( Francesco Garofalo) francescogarofalo@unicz.it)

© ecodellavalle.it – Tutti i diritti riservati.