Le acque limpide, fresche e di qualità, tante osannate nella poesia e nella vita quotidiana dagli amanti del vivere di qualità, non sono state mai apprezzate evidentemente dalle amministrazioni “Arcobaleno” di Santo Stefano di Rogliano che in vent’anni di potere locale non sono riuscite a completare l’acquedotto denominato ” Purrano” , progettato e in parte realizzato, per portare nelle case dei cittadini santostefanesi un prodotto di alta qualità. Provenienti da sorgenti naturali poste ad alta quota, le acque dovevano essere accumulate in un capiente serbatoio, all’uopo costruito nelle vicinanze del santuario di santa liberata, per poi essere convogliate nella rete idrica e servire le utenze della contrada di Vallegiannò. L’opera, ideata e progettata negli anni precedenti alle amministrazioni “Arcobaleno”, avrebbe dovuto dotare il Comune di un autonomo acquedotto, consentendo di abbattere le tariffe dell’acqua potabile che ogni anno lievitano per far fronte agli alti costi gestionali del servizo, dovuti in gran parte alla fornitura del bene da parte di una Società mista: la Sorical.