Home Attualità Sanità, nomina commissario. Perchè accettare è un problema di Francesco Garofalo.

Sanità, nomina commissario. Perchè accettare è un problema di Francesco Garofalo.

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Non c’è pace per la sanità calabrese  affidata nelle mani del governo centrale che dovrà individuare un nuovo nominativo al quale consegnare l’incarico di Commissario ad acta della sanità regionale.

Dopo lo spettacolo fornito sul balletto delle nomine, sulle figuracce registrate in questi mesi,  che hanno fatto impazzire il web ed i vari  vignettisti, proponendo fantasiose  scene ironiche e, perfino  erotiche,   il governo   cercherebbe   adesso di correre ai ripari individuando una figura manageriale di altissimo prestigio  che possa   rispondere alle emergenze  di cui soffre da tempo il comparto sanitario. Uno sforzo  immane a cui dovrebbe sottrarsi affidando direttamente alla regione il compito di risolvere i problemi del proprio territorio nel rispetto delle autonomie  e dell’autogoverno. Sappiamo che  non sarà così  perché  il governo centrale continuerà  a seguire la strada del Commissariamento  nell’intento di far rientrare il debito accumulato dalla sanità  calabrese .

Questa volta però nominare un Commissario non sarà cosi facile come le  precedenti non per mancanza di profili di alto livello manageriale e professionale ma perché non tutti i soggetti individuati saranno disponibili ad accogliere l’invito ad accettare un incarico che alla luce dei fatti si è mostrato altamente  rovente, dalle temperature di alto forno che squaglia le più dure  tempre professionali.

Non  sarà  tanto  difficile  individuare un profilo di alto livello  manageriale quanto, invece, arduo sarà il compito di convincere la persona individuata ad accettare il delicato e complesso  incarico.

Il problema che si presenterà  sarà proprio  quello dell’accettazione  dell’incarico da parte del soggetto prescelto.

Si, perché non tutti i bravi professionisti saranno  disponibili ad accettare una poltrona  così delicata,   dimostratasi alla luce delle esperienze  raccontate e vissute ad alto rischio.

Diciamolo pure con brutale  franchezza e senza ipocrisia : tutto i Commissari finora nominati presentavano e presentano dei curricula di rispetto, delle competenze e conoscenze che facevano ben sperare nella soluzione dei problemi, antichi e moderni della sanità calabrese.

Se osserviamo e approfondiamo i loro percorsi formativi ed esperienziali  possiamo comprendere  la statura qualitativa  dei personaggi. Si dirà: ma se erano così bravi  perché  hanno offerto al pubblico il triste   spettacolo  al quale si faceva riferimento  mentre i cosiddetti risultati auspicati non sono stati conseguiti ?

Orbene  su questo dovremmo soffermare la nostra riflessione, tralasciando un momento le figuracce accumulate sulle quali tutti  concordiamo.

L’incarico  di Commissario ad acta alla sanità calabrese inizialmente  ambito, oggi di fronte alle drammaticità emerse, ha perso  o si è del tutto svuotato del suo significato originario: non è più appetibile come  in passato. Troppo rischioso e  ogni scusa è buona per  declinare l’invito.

Credo  che alla fine il governo centrale  troverà, comunque,  una soluzione, presentando al popolo sovrano le conclusioni alle quali è pervenuto, dopo “attenta e scrupolosa attenzione”, frase di circostanza  anch’essa usurata al  pari dell’incarico individuato.

Alla nomina,  seguirà la solita coreografia di positivi commenti  curriculari ma la domanda alla quale ancora nessuno ha fornito una risposta concreta e sulla quale dovremmo affermare la nostra attenzione è e rimane: perché dopo 11 anni di commissariamento non sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati? Perché anziché migliorare il servizio sanitario regionale è peggiorato,  il bilancio  “dissestato”  in tutti i sensi?

Cosa blocca il risanamento? Quale la strada veramente da seguire?

Nominare un Commissario non  sarà   compito difficile.  Arduo e rovente sarà occupare  una poltrona, consumata, usurata,  priva di efficacia e resa non più credibile sulla base dei fatti registrati e conclamati dalla storia  sociale e politica fino ad ora registrata, incorniciata, peraltro, da ironie e scene teatrali  non degne di una società  civile.

Avanti un altro! La commedia continua speriamo, questa volta,  a lieto fine! (FG)