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Salvini statista e uomo delle istituzioni

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Il contratto di governo sottoscritto da Salvini e Di Maio e il curriculum presentato dal loro candidato a Premier risultano essere sottoposti a rigidi esami da parte dei media nazionali e internazionali i quali hanno già rilevato alcuni punti deboli del percorso individuato dalla Lega e dal M5S.
I rilievi mossi dalla stampa nazionale ed estera non hanno sortito effetti devastanti sulla condotta politica mantenuta dai due leader che hanno indicato al Presidente della Repubblica Mattarella il nome del futuro Premier, individuato nella figura del prof. Giuseppe Conte che ieri ha ottenuto, da parte del Presidente Mattarella, l’incarico di formare il nuovo governo. Sempre nella giornata di ieri si è appreso che la maggioranza formata dai colori giallo- verde è lievitata per l’adesione di altri quattro senatori provenienti da altre formazioni.
Salvo imprevisti dell’ultima ora, quindi, il prof. Conte, esterno al parlamento italiano, si appresterebbe a governare il Paese formando un esecutivo “politico” , sostenuto da Salvini e Di Maio con l’ apporto di altri parlamentari.
A Salvini e Di Maio vanno, pertanto, riconosciute grandi capacità di mediazione e di equilibrio politico in un momento in cui all’interno della società politica permangono forti conflitti interni ed esterni che inducono ad estremizzare scelte e comportamenti di difficile interpretazione.
Salvini e Di Maio, insomma, non hanno deluso sul piano politico e la capacità dimostrata sul campo, di saper mediare le posizioni apparentemente inavvicinabili e contrastanti, eleva la statura dei due giovani esponenti politici messa a dura prova in questi ottanta giorni dedicati alla ricerca di intese sancite nel cosiddetto contratto di governo.
Salvini e di Maio, hanno evidenziato di possedere virtù propositive, evidenziando che la mediazione in politica non è solo compromesso ma ricerca di equilibrio, fondato sulla consapevolezza che un Paese non può essere lasciato alla deriva per meri fini elettoralistici e personalistici.
Chi ha creduto di più in questo governo è Salvini che sin dall’inizio ha rinunciato a qualsiasi “poltrona” ( Presidenza Senato e Camera..) a costo di sembrare rinunciatario e debole . Salvini con questo tipo di comportamento si è elevato a statista, a uomo delle istituzioni che sa guardare e difendere gli interessi della Nazione che passano attraverso la politica e lo sviluppo delle risorse.
Ha saputo in questi anni trasformare un Movimento, la Lega, da organismo politico del Nord a organismo politico Nazionale, estendendosi per tutto lo Stivale, conquistando le simpatie di molti storici avversari.
Bravo populista che sa parlare alla pancia della società, trascinatore di folle, bravo oratore? Sarà anche questo. Intanto ha dimostrato di essere un bravo costruttore di politiche, evidenziando doti e virtù che purtroppo non abbondano in questo momento nelle comunità partitocratiche.
Il resto lo vedremo e lo valuteremo successivamente, quando il governo entrerà nel pieno delle sue funzioni. In bocca al lupo e buon lavoro! (Francesco Garofalo)