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S. Stefano di Rogliano, alle proposte dell’opposizione di tenere i consigli da remoto, l’amministrazione fa ” fischiu e pica” (Clicca qui per leggere)

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In  gergo   “fischiu  e   pica”  è una  locuzione in uso a S. Stefano e dintorni   alla quale gli  amanti dei detti popolari ricorrono per  identificare  la persona che non ascolta o non vuole udire i saggi suggerimenti offerti, specialmente dalle persone anziane,  al fine di evitare imprudenze ed errori in tempi di  Coronavirus.  E di imprudenze e approssimazioni è stato  fatto il pieno  dall’amministrazione comunale  nella gestione dell’emergenza pandemica.

“Fischiu e pica” avrebbe fatto la prima cittadina di S. Stefano di Rogliano, Lucia Nicoletti, ai saggi suggerimenti verbali e scritti,  offerti dal gruppo di minoranza, sin dall’inizio della pandemia,  di non convocare i consigli in presenza fisica ma tenerli da remoto. La Sindaca, nella sua qualità di presidente f.f. del Consiglio comunale, svolazza sulle sollecitazioni del gruppo consiliare “Comune in Comune” e imprudentemente  si incaponisce a riunire il Consiglio comunale in presenza fisica, in piena pandemia, contro qualsiasi norma prudenziale che consiglia l’uso della tecnologia ottenendo i medesimi risultati istituzionali.

Se  ai  dipendenti comunali viene,  a tutela della salute e della incolumità fisica,  offerta la possibilità di prestare servizio stando a casa,  perché la stessa  modalità   non viene adottata per i consiglieri comunali che vogliono servire le istituzioni anche da remoto? La linearità non dovrebbe essere sempre garantita in tutte le  articolazioni organizzative e funzionali interne all’istituzione locale?

Perché  lo stesso metodo cautelativo non viene esercitato  per  la massima assise democratica locale? Perchè il principio di tutelare l’incolumità e la salute pubblica  non prevale anche per il Consiglio comunale del paese che peraltro ha vissuto per primo la triste esperienza di zona rossa?

Niente da fare. La Sindaca fa “fischiu e pica”  e così anche il prossimo consiglio comunale sarà svolto in presenza, nel salone dell’ex Comunità Montana, aperto perfino al pubblico ( che  non partecipa in tempi di pace figuriamoci in tempi di guerra)  tanto per   rimanere in tema di coerenza e  sorvolare sulle manifestazioni pubbliche,  sconsigliate dalla saggezza e dal buon senso.

Perpetuare  sulla linea del “ Fischiu e pica” non  cedere mai alle proposte  dell’opposizione  a costo di calpestare le elementari norme  della democrazia e della civiltà.

A costo di essere “contestati” dall’anticorruzione, come avvenuto  di recente per l’affidamento del servizio pubblico dell’Asilo Nido, a costo di  accumulare continue  e pesanti figuracce.

Sarà per  ripicca o altre bizzarrie varie, sta di fatto  che la sindaca non solo  farebbe “fischio di pica” alle sollecitazioni rivolte dall’opposizione, ma non risponderebbe  nemmeno alle note che le  pervengono dalla minoranza  in tempi di pandemia.

La prima cittadina e la sua giunta si abbandonano al   “cinguettio del volatile”,  fanno “fischiu e pica”,    mettendo in  scena la democrazia,  nelle piazze e nelle TV, ma si guarderebbero bene  di   esercitarla nelle  sedi istituzionali.

La scelta attuata dalla Sindaca di  non tenere i consigli comunali da remoto ha, insomma, mandato  su tutte le furie l’opposizione consiliare che, cosciente del particolare momento,  ha annunciato per l’ennesima volta, di  disertare per protesta la seduta convocata per il 29 dicembre prossimo. La riunione consiliare convocata , senza sentire in anticipo  i capo gruppi  e senza che venisse  fornita risposta alla nota dell’opposizione, dimostrerebbe  come l’amministrazione intenda svolazzare basso, onorando il detto paesano “ Facimu fischi e pica”  e “tirèmm inànz ”  costi quel che costi.

Peccato che i costi  si riversano  sulla  comunità, sulla  trasparenza,  sulla democrazia e sulla civiltà. Intanto stamane è stata acquisita al protocollo del Comune la nota di protesta inviata dal gruppo consiliare ” Comune in Comune”, guidato da Ida Paola Cerenzia e composto dai consiglieri, Simona Mancuso e Franco Garofalo. Nella missiva i tre consiglieri chiedono che la Sindaca ri riconvochi il Consiglio comunale da remoto oppure in forma integrata, garantendo il diritto di partecipazione alla seduta  comunale in modalità diverse. Nel cas o contrario la minoranza  diserterà la riunione pubblica al fine di tutelare tutti i partecipanti. Il saggio si rifà ad una citazione più nobile del “fischiu e pica” e dice: ” Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri, ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi”. Troppo elegante e saggia la riflessione  per chi  svolazza verso il basso, per chi ha timore di divulgare il dibattito consiliare attraverso  le dirette streaming e  l’utilizzo delle nuove tecnologie!