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Rogliano: dal passato e presente. Quale futuro?

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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione del dott. Ciro Oddo, che propone una lettura appassionata e critica del passato e del presente di Rogliano, interrogandosi sul futuro della cittadina e sulle possibilità di rilancio attraverso la FUSIONE tra i comuni del comprensorio. La redazione accoglie con interesse contributi che, come questo, alimentano il dibattito istituzionale, sociale e culturale del territorio, dando voce ai cittadini e stimolando un confronto costruttivo sulle prospettive della Valle del Savuto.

ROGLIANO: DAL PASSATO E PRESENTE QUALE FUTURO?

Dal benessere economico e sociale del passato ad un continuo declino fino a farne nel prossimo futuro, paradossalmente,  la periferia di Piano Lago-Mangone. Cosa fare? La ricetta è antica: l’unione fa la forza.

   “Rogliano: il più grosso centro del Savuto cambia volto”: così titolava “Il Tempo” nei primi anni ’70. Delle opere pubbliche allora preannunciate dall’Amministrazione comunale, sindaco Pietro Buffone, nulla  infatti rimase sulla carta. Si parlava del nuovo edificio della scuola media in sostituzione di quello ormai storico della bassa  Cuti ed esso entrò presto in funzione  su una superficie di  7.710 metri quadri provvisto delle più moderne attrezzature,  con 12 aule, palestra, parcheggio e campo-gioco con tribuna per gli spettatori. Gli sportivi, che erano tanti, chiedevano un  moderno campo sportivo ed allora  si provvide all’ampliamento ed alla recinzione di quello esistente con realizzazione di  tribuna, spogliatoi, locali docce, etc. Il nuovo  mattatoio comunale fu presto inaugurato attrezzato con tecniche e mezzi fra i più avanzati insieme ad  un moderno acquedotto per garantire acqua a tutti. Capitolo a parte merita l’Ospedale civile del quale ci occuperemo in un prossimo servizio. Delle opere pubbliche programmate si può dire che non ce n’è una rimasta   incompiuta o non realizzata. Inoltre Rogliano con la Sezione territoriale dell’INAM, che  garantiva assistenza sanitaria ad oltre 20 comuni della Cosenza sud e della pre-Sila, con gli Uffici delle Imposte e del Registro oltre che con la Pretura vedeva ogni giorno l’afflusso di utenti che venivano in questo ridente paese per le loro faccende come se andassero in capoluogo. Ciò ha permesso all’economia locale di progredire e molti imprenditori roglianesi furono spinti ad investire i loro guadagni in ulteriori iniziative commerciali. Nacquero così i supermercati, negozi di confezioni apprezzati e frequentati dai calabresi anche di altre province. Fu fondata addirittura una industria ottica che produsse e produce lenti di alta qualità e nacque una industria della ceramica non molto fortunata ma che portò le sue creazioni originali in tutto il mondo.  Lo storico Corso Umberto con il mercato domenicale a Piazza Morelli divenne il centro commerciale della Valle del Savuto. Erano i tempi della cosiddetta e mai negata  “era dei fasti  Buffoniani” che su Rogliano faceva scrivere ancora  a “Il Tempo” che “la sua fantastica posizione di ideale balcone fiorito sulla pre-Sila, la breve distanza dal centro balneare di Falerna che permette al turista di godere contemporaneamente dei vantaggi dei monti e del mare, la sua aria salubre purificata da ombrose pinete, la gamma incomparabile di paesaggi che oltre al tappeto verde che si protende a monte, al gioco dei colori che fonde il verde cupo degli ulivi con l’azzurro terso del Tirreno a valle, ai tramonti infuocati, sono gli ingredienti di base che già da tempo avrebbero dovuto assicurare alla zona di Rogliano il meritato decollo turistico”. Nelle foto che riportiamo e che fanno parte dell’Archivio storico di Ferdinando Perri  P.zza San Domenico, oggi P.zza Pietro Buffone, com’era nel 1928 e nel 2009.

  E’ doloroso constatare come e con quanta leggerezza  si sia lasciato che tutto  cambiasse. Nulla è rimasto dopo pochi anni di quel benessere e di quelle speranze di ulteriore progresso.  Basta percorrere Corso Umberto: solo serrande abbassate. Non un solo esercizio ancora illuminato. Avevamo di recente proposto l’istituzione di una “Fiera roglianese delle tipicità calabresi”. Da parte del Sindaco non un accenno né di favore né di bocciatura dell’idea. Silenzio assoluto. Ne faremo oggetto di richiesta specifica  al sindaco di Mangone Berardi che nulla sta trascurando per la valorizzazione della distesa di Piano Lago, patrimonio della Valle del Savuto,  e che comunque mostra sempre  la sensibilità e la signorilità istituzionale di considerare e valutare le proposte   riportate  per conto dei cittadini.  Onore inoltre  all’associazione presieduta da Adriana Castellotti che sta ravvivando il Corso Umberto con alcune lodevoli iniziative volte, con il coinvolgimento degli studenti, anche  a colorare le piatte lamiere delle serrande con raffigurazioni artistiche.

   E’ ancora più doloroso constatare come alcune  ultime amministrazioni comunali abbiano assistito inermi a questo continuo ed inesorabile tracollo di Rogliano ed alla prevista contemporanea fuga verso Piano Lago di attività e residenze. Poco o  nulla è stato tentato – al dire di molti cittadini – per evitare che il paese si avviasse su questa strada senza ritorno. Malgrado i tentativi che ci risulta siano stati fatti non si è riusciti nemmeno a mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace. Nessun passo concreto  è stato compiuto, a quanto ci risulta, per trovare un punto d’incontro con  le posizioni contrarie dei sindaci di Mangone e S. Stefano per addivenire realisticamente a quella fusione fra comuni proposta già negli anni ’60 da Salvatore Oddo e che comunque  stanno realizzando i cittadini. Non ce ne voglia quindi il sindaco Altomare se registriamo giorno per giorno un calo di consensi verso la sua attuale maggioranza. Sembra che ciò sia dovuto al fatto che “colà dove si puote ciò che si vuole”  – ci ha fatto rilevare un saggio roglianese noto per le soluzioni ironiche che sempre  propone per ogni problematica cittadina – ci sia stata una  infestazione da parte  di un germe capace di indurre uno stato di torpore fino a vera e propria sonnolenza. E forse è vero se del tutto recentemente, neppure di fronte all’incendio che ha interessato l’asilo comunale di Santo Stefano di Rogliano, il comune del centro più grosso non si sia nemmeno  preoccupato di offrire – al comune suo figlio anche nel nome,  S. Stefano di Rogliano appunto –  ospitalità ai bambini che per un po’ di tempo non avranno il loro asilo. Lo ha fatto per fortuna, con immediatezza ed avvedutezza,  il sindaco di Mangone Berardi che ha tranquillizzato quei genitori garantendo loro la disponibilità  fino al 30 giugno del plesso scolastico di Piano Lago. Di fronte a questo torpore sembra ci sia a Rogliano un gruppo di giovani, forze emergenti, che stanno per organizzarsi in movimento civico con l’idea alla prossima consultazione di presentarsi ai cittadini. Poiché riteniamo che in democrazia ci sia spazio per tutti è auspicabile che il gruppo vada avanti e poi…vincerà il migliore. Anche se non sempre è così e comunque, per non  rimpiangere  “le cose che avrebbero dovuto essere e che non furono”, è bene provarci.

                                                                                                         Ciro  Oddo