Una riflessione critica di Ciro Oddo sulla condizione attuale della città
Pubblichiamo il contributo di Ciro Oddo, una riflessione critica e appassionata sulla condizione attuale di Rogliano: tra centralità geografica rimasta intatta e progressiva perdita di funzioni, servizi e prospettive, il testo interroga la politica locale e affida ai cittadini, oggi più che mai, la responsabilità – e la libertà – di continuare a sognare il futuro della propria comunità.
Testo integrale
A ROGLIANO LA CENTRALITA’ (GEOGRAFICA!)
AI ROGLIANESI LA POSSIBILITA’ DI SOGNARE
Spopolamento ed impoverimento hanno lasciato a Rogliano solo la sua “centralità”. Per il resto, pezzo dopo pezzo come per l’ospedale, si è perso tutto mentre il valore economico andava verso Piano Lago. Dietro l’onda travolgente della Regione si profilano stravolgimenti politici. Insoddisfazione per quanto realizzato e per quanto in programma.
Per le vie e le piazze di Rogliano ci viene segnalata in questi ultimi giorni la percezione di una atmosfera definita “pesante”. Forse – dicono i bene informati – in funzione delle relativamente vicine consultazioni elettorali che chiameranno i roglianesi al rinnovo dell’amministrazione locale. Indubbiamente c’è un fermento particolare, come forse mai visto, con nuovi gruppi civici che vengono costituiti, con nuove candidature che si prospettano e, novità dell’ultima ora, con il color rosa che potrebbe essere impiegato per ridipingere le stanze del potere. Intanto l’attuale sindaco, chiuso nel suo fortilizio, con i più stretti collaboratori dicono che conti e riconti le preferenze ricevute a Rogliano nelle ultime regionali dal candidato perdente Tridico che sono state più numerose di quelle andate al vincente Occhiuto. Testimonianza,sembra sostenere il sindaco, di una maggioranza locale per la sinistra che confida non lo abbandonerà in caso di sua candidatura al terzo mandato. D’altra parte, però, sono in tanti nella stessa maggioranza a temere, come generalmente succede, che il voto regionale faccia da traino al voto locale che ha, comunque e quasi sempre, una sua autonomia andando a premiare le persone. Ma proprio per questo a Rogliano si guarda con attenzione da parte dell’attuale maggioranza ad un possibile capovolgimento degli equilibri. Anche perché non ci sono bigliettini da visita di prestigio da esibire: una situazione economica sull’orlo del dissesto, un ospedale da mettere in sicurezza con lavori che dovrebbero essere ultimati per la prossima fine di marzo ma che sono invece ben lontani dal completamento sotto l’assordante silenzio del sindaco che si era impegnato a “vigilare”, un polo sanitario che è stato autocelebrato come un successo ma che al contrario – al dire di tanti che ci hanno contattato – è solo un boomerang in quanto strettamente legato alla messa in sicurezza dell’ospedale, una villa comunale ristrutturata a metà dopo quasi tre anni di lavori ma con panchine che – al dire dei vegliardi – ti rompono la schiena. Con ogni probabilità anche i vertici degli organi amministrativi attuali vedono, per toccarlo ogni giorno con mano, il declino continuo cui il paese è sottoposto dagli ultimi anni a questa parte. Ciononostante ci sono pure sostenitori della cosa pubblica che affermano convintamente che “Rogliano si presenta agli occhi dei cittadini come un grande cantiere” in quanto diversi milioni di euro verranno spesi in opere pubbliche già in corso di realizzazione o prossime ad assegnazione che daranno al paese un “aspetto estetico diverso e servizi di migliore fruizione”. Ad attestare quanto appena detto viene spesso riportato negli ultimi tempi su comunicati diffusi per la pubblicazione il completamento della messa in sicurezza dell’area Visciglie presso Cuti dove sono stati realizzati 28 nuovi parcheggi alcuni dei quali nell’immediatezza di una pericolosissima curva, il restyling dello stabile dell’ex Giudice di Pace ed il completamento di nuove strutture cimiteriali. Nelle stesse recenti disamine delle opere in fase progettuale vengono ricordate la costruzione di un ponte sul Savuto in contrada Cutura ritenuto fondamentale per la viabilità delle frazioni di Melobuono, Acqualatiglia e Saliano nonché l’attivazione della procedura per la mappatura delle condotte idriche, il monitoraggio e l’individuazione delle perdite.
Di fronte a queste letture i roglianesi sono rimasti decisamente insoddisfatti per la pochezza delle argomentazioni associate a roboanti commenti prodotti nell’elenco degli interventi pubblici già realizzati e fortemente delusi per l’esiguità di quanto programmato. Sbalordimento ha poi suscitato nella collettività il sentir dire da più parti che “Rogliano non ha mai perso la sua centralità”. La centralità forse non l’ha persa, quella geografica, ma in compenso ha perso tutto. Lo stesso Giudice di pace non c’è più. L’edificio che lo ha ospitato è stato ristrutturato, è vero ma lo si doveva far cadere a pezzi? Dei vecchi uffici, nulla. Degli antichi negozi di Corso Umberto, si possono mirare solo le serrande abbassate cui conferire un valore storico. Gli studi professionali si possono censire sulle dita di una sola mano. L’economia cittadina è a pezzi. Dei circa 7.000 abitanti di qualche anno fa ne sono rimasti solo poco più di 5.000. Eppure tutti quelli che oggi elencano, come se fosse la lista della spesa, opere realizzate e/o da realizzare dove erano quando Rogliano si impoveriva pezzo per pezzo? Erano lì, sempre lì, comodi e tranquilli. La mappatura delle perdite nelle condotte idriche opera necessaria certo. Non c’è dubbio, ma se una amministrazione non si attiva per non far mancare da bere ai suoi cittadini a cosa deve pensare? Anche a non far pagare a peso d’oro il sempre più prezioso liquido ci suggeriscono dalla periferia. Certo Rogliano ha sempre ed ancora la sua centralità geografica nel Savuto. Non gliela può togliere nessuno. Ma per il resto, mancano per il futuro idee, strategie di recupero dell’antico prestigio. Manca la fantasia. Ai roglianesi è rimasta solo la possibilità di sognare. Ed anche questa nessuno gliela potrà mai togliere. Ciro Oddo
