Voci dal territorio – Ciclo di interviste in vista delle elezioni per la Presidenza della Regione Calabria
Tra le colline del Savuto, Roberto Castagna parla di sviluppo e futuro, di coesione e progetto di fusione tra Comuni: “Unire per contare di più”. Nell’ambito del ciclo di interviste promosse da L’Eco della Valle per raccogliere pensieri, analisi e proposte da consegnare ai candidati alla Presidenza della Regione Calabria, incontriamo oggi una voce autorevole e appassionata del nostro territorio: Roberto Castagna, già Segretario Generale della UIL Calabria, scrittore, promotore culturale da sempre impegnato nell’emancipazione e nel riscatto delle comunità calabresi. Il nostro incontro avviene a Mangone, suo paese natale, durante una delle sue consuete passeggiate immerse nel verde, tra sentieri segnati da antiche piante e dal respiro profondo della terra. Un contesto che ben rappresenta il legame viscerale di Castagna con il territorio, e che diventa lo sfondo ideale per riflettere sulle prospettive future dello sviluppo regionale. Castagna è tra i principali promotori della proposta di fusione tra i Comuni del Savuto, un progetto ambizioso che punta a rafforzare il tessuto amministrativo e sociale della valle posta a sud della città di Cosenza. Un’area ricca di storia, identità e potenzialità, troppo spesso trascurata dalle politiche regionali. Con la consueta lucidità e passione, Roberto Castagna ci offre una visione radicata nel presente e proiettata verso il futuro. Il suo contributo si inserisce nel mosaico di idee che intendiamo sottoporre all’attenzione di chi si candida a guidare la Regione, nella convinzione che ascoltare le istanze dei territori, e in particolare del Savuto, sia condizione imprescindibile per qualsiasi seria politica di sviluppo.

1. Come vede il ruolo del sindacato in vista delle elezioni regionali? Quali priorità ritiene debbano emergere per sostenere la crescita del territorio?
Roberto Castagna:
Il sindacato calabrese può svolgere un ruolo importante solo se rimane autonomo dai partiti e interprete, vero, dei bisogni e dello sviluppo del territorio. Dopo la cocente sconfitta della industrializzazione degli anni ’70, la crisi del Piano Telematico, il mancato utilizzo dei Fondi Comunitari e del PNRR, non rimane che rivendicare la realizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali, la riapertura degli ospedali, il potenziamento della medicina territoriale, il superamento del precariato nei comuni e impegnarsi a valorizzare lo sviluppo dal basso, partendo dalle vocazioni del territorio e aiutando le piccole e medie aziende a decollare.
2. Se dovesse consegnare un documento di sintesi ai candidati alla Presidenza della Regione, quali azioni concrete indicherebbe come fondamentali per il futuro del comprensorio?
Roberto Castagna:
Le azioni più importanti, ne cito solo alcune, sono da collegare alla necessità di avere una sanità ospedaliera e territoriale adeguata, infrastrutture viarie migliori, una politica turistica capace di valorizzare l’enorme ricchezza di tradizioni e di identità che fanno di questa area un luogo straordinario, che non teme confronti. Il che non significa chiedere la luna, ma dare spazio a iniziative concrete, a regole imprenditoriali e organizzative condivise, evitando ogni forma di improvvisazione. Alcuni risultati ci sono, come dimostrano, ad esempio, l’Azienda Agricola Casavurga di Belsito, l’Azienda di Torrefazione Caffè Arnone di Dipignano, le tante buone aziende vinicole e una filiera di operatori in insaccati di alta qualità.
3. Perché, a suo avviso, il Savuto non riesce più a esprimere una classe politica nazionale in grado di rappresentare efficacemente le istanze del territorio come avveniva in passato?
Roberto Castagna:
A mio avviso, il Savuto, tranne la fortunata e positiva parentesi parlamentare dell’on. Buffone, ha subito la schiacciante presenza dei politici cosentini che ha, di fatto, fortemente limitato la crescita dei gruppi dirigenti locali, nonostante la bravura di questi ultimi.
4. La fusione dei Comuni può rappresentare una strada concreta per rafforzare il Savuto e valorizzare poli strategici come Piano Lago?
Roberto Castagna:
Certamente! Senza una positiva fusione dei Comuni, l’area del Savuto è destinata a indebolirsi, con l’avanzare del fenomeno dello spopolamento, e la stessa Piano Lago a perdere strategicità e importanza direzionale.
5. La Zona Industriale di Piano Lago è oggi un centro di riferimento per l’economia del territorio. Come può il sindacato contribuire a valorizzarla ulteriormente?
Roberto Castagna:
Il sindacato deve sviluppare una maggiore attenzione sulla zona industriale di Piano Lago. Fino ad oggi, si è limitato al proselitismo nelle fabbriche e nel resto delle aziende. Questo non basta! Il sindacato deve trattare con le istituzioni e con le imprese, facendo capire che le questioni che attengono a questa area sono di dimensione industriale e commerciale e, di conseguenza, va riconosciuta l’area come tale e non come un comune territorio dove quello che c’è è di natura spontanea. Bisogna invertire totalmente questa visione errata che ancora insiste su questo importante territorio.
6. Quali benefici concreti porterebbe la fusione dei Comuni al comprensorio del Savuto?
Roberto Castagna:
Dalla fusione dei Comuni, i benefici sono molti: più l’area è larga e vasta, più ci sono risorse e possibilità di fornire migliori servizi a tariffe più basse; maggiori sono le possibilità di investimenti, con aumento occupazionale; più deterrenza al fenomeno dello spopolamento tipico dei piccoli Comuni e, sicuramente, una migliore qualità di vita per i cittadini. Non dobbiamo inventarci nulla. Gli esempi di Casali del Manco, di Corigliano-Rossano e altre realtà ci danno un quadro rassicurante.
7. Come evitare che la fusione venga percepita come una perdita di identità per i piccoli centri?
Roberto Castagna:
Il processo di fusione non può essere vissuto come uno strumento che cancella le comunità più piccole a favore di quelle più grandi. Ogni comunità ha diritto di conservare ed esprimere le proprie tradizioni. La fusione è solo condivisione di una forza comune da utilizzare per la comunità più ampia. Non toglie e non marginalizza, ma dà.
8. Qual è il ruolo del sindacato nella promozione di uno sviluppo stabile e duraturo del comprensorio?
Roberto Castagna:
Per sostenere uno sviluppo stabile e duraturo del comprensorio, il sindacato ha il dovere di proporre un tavolo permanente di confronto con le istituzioni e le imprese. In questa direzione, mi farò carico personalmente di chiedere la presenza delle organizzazioni che intendono farne parte.