La presidente dell’Accademia Mediterranea delle Lettere, Arti e Scienze racconta un progetto nato a Grimaldi per unire borghi, giovani e Mediterraneo.
Una donna di scuola, di cultura e di visione. La professoressa Roberta Sicolo, docente e anima di molte iniziative letterarie nel Savuto, è la nuova Presidente dell’Accademia Mediterranea delle Lettere, delle Arti e delle Scienze, istituzione nata da pochi mesi ma già capace di suscitare entusiasmo e partecipazione. Nell’intervista che segue, la Presidente sottolinea subito il cuore del progetto: «L’Accademia nasce dal desiderio di restituire valore al contatto umano, a quella dimensione fatta di voci e di sguardi che la rete non potrà mai sostituire». Non a caso, la prima scintilla è stata accesa a Grimaldi, in occasione di Grimaldi Letteraria, all’interno del Chiostro del Convento: «Abbiamo voluto incontrarci e ascoltarci dal vivo, perché prima di essere un contenitore di eventi, l’Accademia vuole essere un laboratorio di relazioni». Accanto a lei, in questo percorso, il cofondatore Luigi Michele Perri, con il quale condivide la convinzione che il sapere acquista senso solo quando diventa incontro.
Intervista a Roberta Sicolo

Presidente dell’Accademia Mediterranea delle Lettere, delle Arti e delle Scienze
D. Presidente, lei ha sempre sottolineato l’importanza dell’incontro in presenza, del guardarsi negli occhi, del dialogo diretto che va oltre la rete. Quanto è centrale questa dimensione umana e relazionale nella filosofia della nascente Accademia?
R. È assolutamente centrale. L’Accademia nasce proprio dal desiderio di restituire valore al contatto umano, a quella dimensione fatta di voci e di sguardi che la rete non potrà mai sostituire. Prima ancora della sua costituzione ufficiale, in occasione di “Grimaldi Letteraria”, abbiamo scelto di incontrarci e di ascoltare le voci di poeti e scrittori a Grimaldi, nella cornice suggestiva del Chiostro del Convento. Volevamo che l’Accademia fosse prima di tutto un laboratorio di relazioni, non un semplice contenitore di eventi. In questo percorso ho avuto accanto il cofondatore Luigi Michele Perri, con cui condivido la convinzione che il sapere acquista senso solo quando diventa incontro.
D. I dati sulla lettura in Calabria e Basilicata sono allarmanti: solo il 58% della popolazione sopra i 15 anni legge almeno un libro l’anno e il 90% dei Comuni non ha librerie. Quanto pesa questa realtà nel Savuto e quali sfide pone all’Accademia?
R. È una sfida enorme che percepiamo molto forte. Le mancate occasioni di lettura penalizzano l’intero territorio, rischiando di alimentare un circolo vizioso: meno luoghi di cultura significano meno lettori, e meno lettori significano meno investimenti culturali. Nel Savuto, come in altre aree interne, i giovani spesso non accedono a spazi dove coltivare la curiosità e il piacere della lettura. L’Accademia vuole intervenire proprio su questo: creare contesti vivi, attrattivi, dove libri e cultura diventino parte della quotidianità.
D. L’Accademia nasce a Grimaldi, comune ricco di storia e arte ma con una vocazione itinerante. Perché avete scelto questa formula e come intendete coinvolgere i piccoli borghi della valle e delle aree interne calabresi?
R. Perché crediamo che la cultura debba andare incontro alle persone, e non restare confinata ad eventi isolati. Grimaldi è un punto di partenza simbolico e affettivo. Ma la nostra ambizione è portare iniziative in tutti i piccoli borghi, facendo rete con associazioni, scuole e amministrazioni locali. Vogliamo creare un “movimento culturale” diffuso, che unisca i paesi della valle del Savuto (e oltre) in una rete viva.
D. Una delle criticità che emerge è la scarsità di biblioteche funzionanti e il numero molto basso di prestiti librari rispetto al Centro-Nord. L’Accademia può diventare un supporto o un complemento a queste strutture, spesso carenti di personale e risorse?
R. Sì, e vogliamo farlo concretamente. L’idea è collaborare con le biblioteche esistenti offrendo supporto progettuale, portando eventi, laboratori e presentazioni per rivitalizzare questi luoghi poco frequentati e valorizzati. Vogliamo diventare una forza di stimolo e sostegno, capace di attrarre nuove energie, in particolare giovani volontari e operatori culturali.
D. L’assenza di librerie in gran parte dei comuni calabresi è un problema strutturale. Pensate a iniziative concrete – come librerie itineranti, bibliobus, festival del libro diffusi – per avvicinare i lettori?
R. Sì. Stiamo lavorando all’idea di uno “Scaffale dell’Accademia”, un progetto che prevede donazioni di libri a biblioteche e alle scuole, accompagnate da incontri con autori e momenti di animazione alla lettura. Coinvolgere il maggior numero di persone ed incuriosirle, è il nostro obiettivo. Certamente abbiamo in mente di sperimentare iniziative che si propongono questo fine.
D. L’Accademia delle Lettere, Arti e Scienze si propone come “mediterranea”. Cosa significa, concretamente, dare a un’iniziativa che nasce in un piccolo centro come Grimaldi una dimensione internazionale che guarda al Mediterraneo?
R. Significa sentirci parte di uno spazio culturale comune, fatto di storie, lingue, arti e saperi che attraversano il mare e ci uniscono. Vogliamo costruire ponti con altre realtà del Mediterraneo — scuole, accademie, istituti culturali — per scambiare esperienze, ospitare artisti e studiosi, far circolare idee. È un orizzonte ambizioso, ma necessario se vogliamo che i nostri giovani si sentano cittadini di una comunità ampia e non isolata.
D. Spesso nei nostri territori le arti e le scienze vivono separate, senza dialogo. La vostra Accademia intende creare contaminazioni tra letteratura, arti visive, musica e ricerca scientifica? Se sì, in che modo?
R. Sì, questa è una delle sfide più belle. L’Accademia non vuole recinti disciplinari: vogliamo che letteratura, arti visive, musica e scienze si parlino. Lo faremo con eventi tematici in cui diverse discipline si intrecciano: una mostra accompagnata da letture poetiche, un convegno scientifico aperto da una performance musicale, laboratori in cui arte e tecnologia dialogano. L’innovazione nasce sempre dall’incontro tra saperi diversi.
D. Guardando al futuro, quali sono i primi passi concreti che l’Accademia intende compiere?
R. I primi passi saranno quelli già avviati: organizzare i gruppi di lavoro interni, continuare con gli incontri nei borghi, avviare il progetto “Scaffale dell’Accademia” e organizzare altre presentazioni di libri e mostre itineranti. Parallelamente, stiamo ampliando la nostra rete di adesioni — siamo già oltre 70, tutte professionalità autorevoli — perché crediamo che più energie si uniscono, più concreto diventerà il nostro sogno.
La voce di Roberta Sicolo traccia così la rotta di un’Accademia che nasce nel cuore del Savuto ma guarda al Mediterraneo, con l’obiettivo di costruire ponti tra saperi, arti e comunità.(Francesco Garofalo) francescogarofalo@unicz.it