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Piano Lago, fa discutere l’ipotesi di chiusura dei passaggi a livello

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Piano Lago, fa discutere l’ipotesi di chiusura dei passaggi a livello. Interviene l’ex vicesindaco Roberto Falvo: «La maggioranza doveva informare i cittadini»


Sulla vicenda dei passaggi a livello di Piano Lago interviene l’ex vicesindaco di Mangone, Roberto Falvo, che esprime forti perplessità in merito alla gestione del caso da parte dell’amministrazione comunale. «Sul caso specifico – afferma – la maggioranza aveva un obbligo morale, prima ancora che politico, di informare la cittadinanza. Anche se la procedura non richiedeva formalmente il passaggio in Consiglio comunale, sarebbe stato doveroso portare la questione in aula, per garantire ai cittadini la piena conoscenza». Falvo evidenzia la sua contrarietà alla chiusura delle tre strade interessate: «Le strade dovrebbero essere aperte, non chiuse. Chi vive a Piano Lago, come me, utilizza da anni quei collegamenti per evitare il traffico quotidiano. Ridurre le alternative viarie sarebbe una scelta poco funzionale». L’ex amministratore contesta inoltre le motivazioni tecniche fornite: «Si sostiene che la chiusura serva ad accelerare i tempi di percorrenza dei treni, ma la presenza della stazione di via Parise, a pochi metri dal passaggio a livello, che continuerà a funzionare con fermate e scambi, sembra contraddire questa tesi». Falvo porta ad esempio altri comuni del territorio, come Santo Stefano, Rogliano e Figline, dove – spiega – «non si è proceduto alla chiusura di alcuna strada, ma si è trovato un accordo con Ferrovie della Calabria attraverso l’aumento dei tempi di fermata dei convogli da quattro a circa sette minuti». Da qui la sua posizione: «Non dico no alla variante, ma non posso dire sì alla chiusura delle strade. Si tratta di interventi che interessano l’intero comprensorio del Savuto e che, a mio avviso, dovrebbero essere pianificati insieme dai comuni, per ridisegnare una viabilità adeguata alla crescita degli utenti di Piano Lago». Infine, l’ex vicesindaco annuncia l’avvio di una raccolta firme «per sensibilizzare cittadini e istituzioni ed evitare decisioni che possano penalizzare ulteriormente un territorio già in passato interessato da interventi invasivi».