Nella Biblioteca comunale “Nicola Misasi” una giornata di testimonianze e riflessione dedicata agli italiani emigrati. Commosso il ricordo delle vittime della tragedia di Marcinelle e un richiamo al valore irrinunciabile della sicurezza sul lavoro
PATERNO CALABRO – La memoria non è soltanto uno sguardo rivolto al passato, ma un patrimonio da consegnare alle nuove generazioni. Con questo spirito Paterno Calabro ha celebrato oggi, 8 agosto, la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, ricorrenza che richiama una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione e del lavoro italiano. L’iniziativa, svoltasi nella mattinata presso la Biblioteca comunale “Nicola Misasi”, ha rappresentato per la comunità un momento di partecipazione, riflessione e condivisione, riportando al centro dell’attenzione le vicende di milioni di italiani che, nel corso del Novecento, furono costretti a lasciare i propri paesi e le proprie famiglie per cercare altrove lavoro e condizioni di vita migliori. Un fenomeno che ha segnato profondamente anche la Calabria e le sue comunità. Dietro le grandi cifre dell’emigrazione ci sono infatti volti, famiglie, separazioni, sacrifici e speranze: uomini e donne partiti spesso con poche cose in valigia, ma con la determinazione di costruire un futuro diverso per sé e per i propri figli. Particolarmente significativa è stata, durante l’incontro di Paterno Calabro, la parte dedicata alle testimonianze di chi ha conosciuto direttamente l’esperienza dell’emigrazione o ne conserva la memoria attraverso i racconti dei propri familiari. Sono emerse storie di nostalgia e lontananza, di duro lavoro e sacrificio, ma anche di riscatto, tenacia e speranza.

Racconti personali che, intrecciandosi, diventano memoria collettiva e ricordano quanto l’emigrazione abbia inciso sull’identità delle comunità calabresi. Conservare queste testimonianze significa impedire che un capitolo fondamentale della nostra storia venga progressivamente cancellato dal trascorrere del tempo. Il momento di maggiore commozione è stato dedicato alla tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 nella miniera di carbone del Bois du Cazier, in Belgio. Quel giorno persero la vita 262 minatori, 136 dei quali italiani, trasformando Marcinelle in uno dei simboli più dolorosi del sacrificio dei lavoratori emigrati. Ricordare quelle vite spezzate significa anche interrogarsi sul presente. La memoria di Marcinelle continua infatti a richiamare istituzioni e società alla responsabilità di considerare la sicurezza sul lavoro un diritto irrinunciabile, affinché nessun uomo o donna debba pagare con la propria vita il diritto al lavoro e alla dignità. La giornata celebrata a Paterno Calabro ha assunto così un significato che va oltre la commemorazione. Ricordare gli emigrati italiani significa riconoscere il contributo che essi hanno dato allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti e, nello stesso tempo, comprendere quanto i loro sacrifici abbiano contribuito alla crescita delle famiglie e delle comunità rimaste nei territori d’origine. Al termine dell’iniziativa è stato rivolto un sentito ringraziamento a quanti hanno partecipato e contribuito alla riuscita della manifestazione. Da Paterno Calabro è arrivato, dunque, un messaggio semplice ma importante: la storia dell’emigrazione appartiene alla memoria delle nostre comunità e custodirla significa rendere omaggio a quanti partirono, a quanti riuscirono a costruire una nuova vita e, soprattutto, a quanti da quel viaggio verso il lavoro e la speranza non fecero mai ritorno.