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Oggi, sabato 18 giugno 2022, si celebra la Giornata della Gastronomia sostenibile, istituita dall’Assemblea della Nazioni Unite nel 2016. Il motto: ” Agisci, pensa globalmente, mangia localmente”. Ricorre anche la Giornata Internazionale per contrastare i discorsi d’odio

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Nata per porre l’attenzione del mondo sul ruolo che la gastronomia può svolgere, voluta dall’Assemblea delle Nazioni Unite dal 2016, la Giornata dedicata alla gastronomia, conserva il motto: “Agisci: pensa globalmente, mangia localmente”. Lo scopo è   rispettare gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati nell’Agenda 2030, in quanto la gastronomia svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo sostenibile. Promuove infatti lo sviluppo agricolo, la sicurezza alimentare, la produzione sostenibile di cibo, il consumo responsabile e la conservazione della biodiversità.  Cosa significa gastronomia sostenibile?  Con questa espressione si intende una cucica che tiene conto della provenienza degli ingredienti, di come viene coltivato l’alimento e come arriva ai nostri mercati e servito nei nostri piatti. Il tutto basato sul principio, appunto, dell’agricoltura sostenibile che significa innanzitutto  rispetto della natura. Questo significa che ciascuna istituzione pubblica, privata, chiamata a produrre, commercializzare  e trasformare, dovrebbero sostenere il consumo di alimenti sostenibili, soprattutto realizzando filiere con i diversi operatori del settore primario presenti in loco.  Dal 2020, l’Unesco ha proposto 26 città come Creative Cities of Gastronomy . Nel nostro Paese sono Alba, Bergamo e Parma.  Cosa fare in questa Giornata? I modi per omaggiare questa ricorrenza sono diversi: promuovere energia pulita, sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gastronomia sostenibile, prediligere l’acquisto di cibo biologico e principalmente non sprecare cibo e acqua.

Oggi ricorre anche la “Giornata Internazionale per contrastare i discorsi d’odio” 

Foto tratta da Wikipedia: “Rappresentazione artistica del massacro dei minatori cinesi avvenuto il 2 settembre 1885 a Rock Springs (Wyoming). Illustrazione comparsa sulla rivista Harper’s Weekly”

L’uomo comunica ricorrendo sia alla parola che ai gesti. Le parole ed i gesti consumati  possono essere vere e proprie armi se non usate correttamente.  I discorsi di odio, pronunciati e veicolati anche attraverso la rete possono causare danni irreparabili  nella vita reale. Tutti senza distinzione di genere, di luoghi e di appartenenza etnia, possono  agire per  contrastare  le emozioni negative, di ripugnanza, di disgusto  e dire  #NoAllOdio.,  costruendo percorsi che  rispondano  ad espressioni di sincera solidarietà. In questa ottica l’educazione assume un’importanza notevole per prevenire  e combattere i discorsi che incitano alla violenza, minano le coesione sociale e la tolleranza civile.  Le agenzie educative, quindi, conservano questa funzione di contrasto alla diffusione delle parole e dello spargere sentimenti che minacciano la libertà  e la dignità delle persone. I discorsi e l’agire dettati dall’odio provocano devastanti conseguenze nei confronti della persona oggetto di ostilità.  Oggi  veicolare discorsi di odio è facilitato dall’uso (abuso) dei mezzi di comunicazione di cui l’uomo è in possesso. Le nuove  tecnologie di comunicazione sovente vengono utilizzate per diffondere  ideologie divisive su scala globale, minacciando la pace e l’armonia sociale delle comunità. Le Nazioni Unite hanno una lunga storia di mobilitazione contro l’odio di tutti i tipi per difendere i diritti umani e promuovere lo stato di diritto.

L’impatto dell’incitamento all’odio è trasversale a numerose aree di intervento delle Nazioni Unite, dalla tutela dei diritti umani alla prevenzione dei crimini di atrocità, dal sostegno alla pace al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e al supporto ai bambini e ai giovani.

Poiché la lotta all’odio, alla discriminazione, al razzismo e alla disuguaglianza è al centro dei principi e del lavoro delle Nazioni Unite, l’Organizzazione si sta impegnando per affrontare i discorsi d’odio in ogni occasione. Questo principio è sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, dal quadro internazionale dei diritti umani e dagli sforzi globali per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

 La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito  veramente il senso della propria esistenza. A che serve esercitare il ruolo di  detrattori, di spendere le proprie energie, tentando  di nuocere alla reputazione altrui, ricorrendo a osservazioni maligne, sovente calunniatrici, diffamatorie e denigratorie? A nulla.   Un’individuo, infatti,  vale quanto la sua parola…in quanto nelle sue espressioni risiedono i propri valori. Noi siamo quello che pensiamo. E se il pensiero  si muove tra i rovi e si alimenta nella fonte dell’odio sarà difficile condurre una vita  vita tranquilla, sarà difficile   godere dei pregi che solo  una mente tranquilla, connessa ad  uno stile di vita equilibrato,   produce  armonia, stando bene con se stesso e con gli altri. L’odio minaccia l’armonia ed è fonte di profondo malessere che si manifesta con le parole e  con i gesti . Educare all’amore è il vero antidoto  per sviluppare armonia, prerequisito indispensabile per raggiungere la felicità.