Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, conquista un importante riconoscimento di fiducia popolare, posizionandosi nella top five dei governatori italiani più apprezzati secondo il Governance Poll 2025, l’indagine annuale realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore. Con il 58% di gradimento – in crescita del 3,5% rispetto al risultato ottenuto alle elezioni del 2021 – Occhiuto si conferma il primo tra i presidenti del Sud e uno dei più solidi a livello nazionale.
Un dato che non può passare inosservato, soprattutto alla luce degli attacchi politici e mediatici che ciclicamente colpiscono il presidente e l’azione della sua giunta. Il consenso registrato, tuttavia, racconta una storia diversa: quella di un presidente che, nonostante le difficoltà oggettive di un territorio complesso, ha saputo interpretare il bisogno di concretezza e pragmatismo espresso dai calabresi.
Fa riflettere come una certa area politica, ben individuabile, continui ostinatamente a mettere in discussione ogni scelta dell’attuale governo regionale, dipingendo scenari di fallimento e inefficienza. Una narrazione che però si scontra con la percezione reale dei cittadini, rilevata attraverso indagini indipendenti e su scala nazionale. Il risultato del Governance Poll 2025 non è soltanto un dato numerico: è l’indicatore di un legame di fiducia che resiste agli attacchi e alle campagne denigratorie, spesso più ideologiche che costruttive.Anche il recente caso giudiziario, da lui stesso reso pubblico in nome della trasparenza, sembra aver avuto un impatto marginale sulla sua reputazione. Questo conferma che i calabresi, più che alle polemiche, guardano ai fatti: al lavoro svolto sul fronte della sanità, delle infrastrutture, dei rifiuti, della gestione delle risorse e delle relazioni con il governo nazionale ed europeo.

In un’epoca in cui la fiducia verso la politica è ai minimi storici, vedere un presidente incrementare il suo consenso a metà mandato rappresenta un’anomalia virtuosa che merita attenzione. Forse è il caso di cominciare a chiedersi non solo quanto Roberto Occhiuto sia apprezzato, ma anche perché lo sia. E, soprattutto, di interrogarsi sul senso di una propaganda che – nel tentativo di demolire – rischia sempre più di perdere contatto con la realtà.