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Mercoledì 8 luglio 2026. Santi Aquila e Priscilla. Avvenne oggi:1978 1978 – Sandro Pertini è eletto settimo presidente della Repubblica Italiana 

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L’8 luglio la Chiesa celebra la memoria dei Santi Aquila e Priscilla (o Prisca), una coppia di sposi che occupa un posto di rilievo nella storia del cristianesimo delle origini. Pur non appartenendo al gruppo degli Apostoli, il loro contributo alla diffusione del Vangelo fu così significativo da essere ricordato più volte nelle lettere di san Paolo, che li definì suoi preziosi collaboratori in Cristo. Aquila, giudeo originario del Ponto, e Priscilla, romana convertita al cristianesimo, condivisero un’esistenza segnata dalla fede, dall’ospitalità e dalla disponibilità a mettere la propria vita al servizio della nascente comunità cristiana. La loro vicenda dimostra come anche la testimonianza vissuta nella quotidianità familiare possa diventare una straordinaria forma di evangelizzazione. La loro storia si intreccia con quella dell’apostolo Paolo intorno all’anno 50, quando, a seguito dell’editto dell’imperatore Claudio che dispose l’espulsione dei Giudei da Roma, si trasferirono a Corinto. Fu proprio in quella città che Paolo li incontrò e trovò in loro non soltanto amici, ma anche compagni di lavoro: tutti esercitavano infatti il mestiere di fabbricanti di tende. Da quel momento nacque una collaborazione destinata a lasciare un segno profondo nella diffusione del messaggio cristiano. Quando Paolo si recò a Efeso, Aquila e Priscilla lo accompagnarono, continuando a sostenerne l’opera missionaria. La loro abitazione divenne un luogo di incontro per i credenti, una delle prime “Chiese domestiche”, dove la comunità si riuniva per pregare, ascoltare la Parola e rafforzare la comunione fraterna. La coppia contribuì anche alla formazione di Apollo, uno dei più autorevoli predicatori del cristianesimo primitivo, aiutandolo ad approfondire la conoscenza della fede. Un servizio discreto ma determinante, svolto lontano dai riflettori, che testimonia quanto fosse importante, fin dalle origini, l’impegno dei laici nella crescita della Chiesa. Successivamente Aquila e Priscilla fecero ritorno a Roma. Nella Lettera ai Romani, san Paolo li saluta con parole di particolare affetto e riconoscenza, ricordando come avessero persino rischiato la propria vita per proteggerlo. Un gesto di coraggio che suscitò la gratitudine non solo dell’Apostolo, ma anche delle comunità cristiane nate dalla sua predicazione. Negli ultimi anni della vita di Paolo, i due coniugi risultano nuovamente presenti a Efeso, dove continuarono il loro instancabile servizio ecclesiale, mantenendo vivo quello spirito missionario che aveva caratterizzato tutta la loro esistenza.

Secondo la tradizione, le reliquie di sant’Aquila sono custodite a Roma. Nel corso dei secoli è stato scelto come patrono dei fabbricanti di tele per tende e degli architetti, in memoria del suo antico mestiere e della sua operosità. La figura di Aquila e Priscilla conserva ancora oggi un messaggio di grande attualità. Essi ricordano che la famiglia può diventare un luogo privilegiato di accoglienza, di testimonianza e di trasmissione della fede. La loro casa aperta ai fratelli, il loro lavoro vissuto con dignità e il coraggio dimostrato nei momenti difficili rappresentano un modello che continua a parlare anche al nostro tempo.

Avvenne oggi:

L’8 luglio la Chiesa celebra la memoria dei Santi Aquila e Priscilla (o Prisca), una coppia di sposi che occupa un posto di rilievo nella storia del cristianesimo delle origini. Pur non appartenendo al gruppo degli Apostoli, il loro contributo alla diffusione del Vangelo fu così significativo da essere ricordato più volte nelle lettere di san Paolo, che li definì suoi preziosi collaboratori in Cristo. Aquila, giudeo originario del Ponto, e Priscilla, romana convertita al cristianesimo, condivisero un’esistenza segnata dalla fede, dall’ospitalità e dalla disponibilità a mettere la propria vita al servizio della nascente comunità cristiana. La loro vicenda dimostra come anche la testimonianza vissuta nella quotidianità familiare possa diventare una straordinaria forma di evangelizzazione. La loro storia si intreccia con quella dell’apostolo Paolo intorno all’anno 50, quando, a seguito dell’editto dell’imperatore Claudio che dispose l’espulsione dei Giudei da Roma, si trasferirono a Corinto. Fu proprio in quella città che Paolo li incontrò e trovò in loro non soltanto amici, ma anche compagni di lavoro: tutti esercitavano infatti il mestiere di fabbricanti di tende. Da quel momento nacque una collaborazione destinata a lasciare un segno profondo nella diffusione del messaggio cristiano. Quando Paolo si recò a Efeso, Aquila e Priscilla lo accompagnarono, continuando a sostenerne l’opera missionaria. La loro abitazione divenne un luogo di incontro per i credenti, una delle prime “Chiese domestiche”, dove la comunità si riuniva per pregare, ascoltare la Parola e rafforzare la comunione fraterna. La coppia contribuì anche alla formazione di Apollo, uno dei più autorevoli predicatori del cristianesimo primitivo, aiutandolo ad approfondire la conoscenza della fede. Un servizio discreto ma determinante, svolto lontano dai riflettori, che testimonia quanto fosse importante, fin dalle origini, l’impegno dei laici nella crescita della Chiesa. Successivamente Aquila e Priscilla fecero ritorno a Roma. Nella Lettera ai Romani, san Paolo li saluta con parole di particolare affetto e riconoscenza, ricordando come avessero persino rischiato la propria vita per proteggerlo. Un gesto di coraggio che suscitò la gratitudine non solo dell’Apostolo, ma anche delle comunità cristiane nate dalla sua predicazione. Negli ultimi anni della vita di Paolo, i due coniugi risultano nuovamente presenti a Efeso, dove continuarono il loro instancabile servizio ecclesiale, mantenendo vivo quello spirito missionario che aveva caratterizzato tutta la loro esistenza.

Secondo la tradizione, le reliquie di sant’Aquila sono custodite a Roma. Nel corso dei secoli è stato scelto come patrono dei fabbricanti di tele per tende e degli architetti, in memoria del suo antico mestiere e della sua operosità. La figura di Aquila e Priscilla conserva ancora oggi un messaggio di grande attualità. Essi ricordano che la famiglia può diventare un luogo privilegiato di accoglienza, di testimonianza e di trasmissione della fede. La loro casa aperta ai fratelli, il loro lavoro vissuto con dignità e il coraggio dimostrato nei momenti difficili rappresentano un modello che continua a parlare anche al nostro tempo.

Avvenne oggi: