Il fondatore dei Certosini scelse le Serre calabresi per vivere la propria vocazione. La sua memoria invita a riscoprire il valore dell’ascolto, della sobrietà e della vita interiore.
Il 6 ottobre è il 279º giorno del calendario gregoriano (il 280º negli anni bisestili). Mancano 86 giorni alla fine dell’ anno. Oggi la chiesa cattolica ricorda San Bruno: il silenzio che parla al cuore della Calabria– Il 6 ottobre la memoria del fondatore dei certosini richiama una storia europea di fede e cultura, profondamente legata alla terra calabrese. Ci sono luoghi della nostra Calabria in cui il paesaggio invita a rallentare, meditare e contemplare. Boschi, montagne e sentieri possono offrire occasioni per ritrovare un rapporto più consapevole con la natura e con se stessi. Il 6 ottobre, memoria liturgica di San Bruno di Colonia, questo invito al raccoglimento incontra la storia di un uomo che scelse la vita eremitica e trascorse in Calabria i suoi ultimi anni. Nato a Colonia intorno al 1030, Bruno fu maestro nella scuola della cattedrale di Reims, in Francia. Fra i suoi allievi vi fu il futuro papa Urbano II. La sua esperienza ecclesiastica fu segnata anche dal contrasto con Manasse di Gournay, arcivescovo di Reims, deposto nel 1080 dopo un lungo conflitto nel quale intervenne papa Gregorio VII. Secondo la ricostruzione dello studioso André Ravier, pubblicata sul sito della Certosa della Trasfigurazione, le contestazioni rivolte a Manasse comprendevano la simonia, ossia la compravendita di dignità e incarichi ecclesiastici, il commercio di uffici e benefici religiosi, le imposizioni economiche arbitrarie sul clero e sui monaci e le minacce di scomunica contro gli oppositori. Bruno partecipò alla denuncia insieme ad altri ecclesiastici. Le ritorsioni colpirono i contestatori attraverso il saccheggio delle abitazioni e la confisca dei beni; Bruno trovò rifugio lontano da Reims. Nel 1084, con sei compagni e l’aiuto del vescovo Ugo di Grenoble, si stabilì nella Chartreuse. Da quella comunità prese forma l’esperienza certosina, che unisce la preghiera solitaria alla liturgia comune. Chiamato alla Curia da Urbano II nel 1090, Bruno riprese successivamente la vita eremitica in Calabria. Con il sostegno del conte normanno Ruggero diede vita all’eremo di Santa Maria della Torre, nell’area dell’odierna Serra San Bruno. Qui morì il 6 ottobre 1101. La chiesa conventuale della Certosa custodisce sue reliquie, conservando un legame concreto fra la comunità monastica e il suo fondatore. Questa storia può offrire spunti di riflessione anche alle comunità del Savuto, del Reventino e dei territori vicini. Le aree interne custodiscono patrimoni la cui conoscenza permette di collegare la dimensione locale a vicende culturali e spirituali più ampie. La figura di Bruno suggerisce inoltre una domanda attuale: quanto tempo dedichiamo alla comprensione della nostra vita e all’ascolto degli altri? Durante la celebrazione dei Vespri alla Certosa di Serra San Bruno, il 9 ottobre 2011, Benedetto XVI richiamò l’attualità della vocazione certosina in una società segnata dal rumore e dalla presenza continua di messaggi audiovisivi. Il pontefice indicò nel silenzio e nella solitudine un cammino verso l’incontro con Dio, dal quale può nascere una comunione profonda con i fratelli e con ogni persona. Sottolineò inoltre che la maturazione della vocazione monastica richiede tempo, esercizio e pazienza. Da questo insegnamento religioso possiamo trarre, come riflessione per la vita quotidiana, un invito a coltivare l’attenzione. Ascoltare qualcuno senza interromperlo, leggere con calma, dedicare un momento alla preghiera o camminare osservando ciò che ci circonda sono scelte semplici, capaci di dare spazio a ciò che spesso trascuriamo. Nelle famiglie e nelle comunità, lasciare spazio alla parola dell’altro può aiutare a riconoscere una preoccupazione, comprendere una domanda, accorgersi di una sofferenza. Il silenzio assume così il valore di una disponibilità: fermarsi per prestare attenzione. La memoria di San Bruno offre alla Calabria un’occasione per conoscere il proprio patrimonio religioso e coltivare la cura dei luoghi che lo custodiscono. Ai credenti richiama la ricerca di Dio; a ogni lettore può suggerire una riflessione sul tempo, sulle relazioni e sulle scelte attraverso cui dare significato alla propria esistenza.

Avvenne oggi:
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- 1973: Inizia la guerra dello Yom Kippur, con l’attacco a sorpresa di Egitto e Siria contro Israele.
- 1956: Il medico statunitense Albert Sabin scopre il vaccino orale contro la poliomielite.
- 2010: Viene lanciata ufficialmente la celebre applicazione Instagram.
