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Lunedì 11 luglio 2023. Le Nazioni Unite celebrano il World Population Day, la Giornata Mondiale della Popolazione.

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Lunedì 11 luglio. Le Nazioni Unite celebrano il World Population Day, la Giornata Mondiale della Popolazione.

Istituita dalle Nazioni Unite nel 1989, la ricorrenza  ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni riguardanti la popolazione mondiale, compresi temi come la crescita demografica, la salute riproduttiva, l’uguaglianza di genere, la povertà e la sostenibilità ambientale.

Ha lo scopo di promuovere consapevolezza sui temi della popolazione e sull’importanza di adottare politiche adeguate per affrontare le sfide demografiche e sociali. La popolazione mondiale è in costante crescita e si stima che raggiungerà i 9,7 miliardi di persone entro il 2050. Questo aumento della popolazione può avere un impatto significativo su risorse come il cibo, l’acqua e l’energia, nonché sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone.

La Giornata Mondiale della Popolazione è rivolta a un pubblico globale, compresi governi, organizzazioni non governative, istituzioni accademiche, media e individui. Invita alla riflessione e all’azione su questioni come la pianificazione familiare, l’accesso ai servizi sanitari, l’istruzione sessuale, i diritti riproduttivi e la promozione dell’uguaglianza di genere.

Attraverso eventi, campagne di sensibilizzazione, conferenze e altre iniziative, la Giornata Mondiale della Popolazione cerca di informare e coinvolgere le persone in tutto il mondo per affrontare le sfide legate alla popolazione e promuovere politiche sostenibili che migliorino la vita delle persone e proteggano il pianeta.

Ma cosa ha determinato una crescita a così impetuosa? Il risultato sarebbe determinato da  diversi fattori. Benessere e progressi medici hanno aumentato l’aspettativa di vita, passata dai 64,6 anni dei primi anni ’90 ai 72,6 anni del 2019. Nel frattempo, i tassi di fertilità si sono ridotti: all’inizio degli anni ’70 le donne avevano in media 4,5 figli ciascuna; nel 2015 erano diventati 2,5. Il risultato di maggiore aspettativa di vita e minore natalità è un invecchiamento della popolazione: oggi tre abitanti del pianeta su quattro hanno più di 14 anni.

L’ avanzamento dell’età della popolazione  interessa soprattutto i Paesi più ricchi dove diminuisce, comunque,  la popolazione attiva sul totale degli abitanti: in altre parole, gli esseri umani in età lavorativa saranno sempre meno; quelli che percepiranno una pensione sempre di più. L’impatto di natura finanziaria è evidente.  Si presenta di conseguenza il  tema dell’occupazione strettamente legata ai  diritti sociali da garantire.  Se la vita  allunga è anche vero  che si presenta  la necessità di assistenza, determinando  una crescita della spesa sanitaria per difendere la salute collettiva.

L’ONU ipotizza che, entro 2050, due terzi della popolazione mondiale vivranno nelle città.  Si prevede, quindi, uno svuotamento delle aree rurali, che potrebbe incentivare  i conflitti sociali. A questo si collega il diritto alla casa e ad altre esigenze e bisogni collettivi.  

Il tema ambientale è un altro punto essenziale.  Una popolazione che cresce tende ad accentuare il processo dei consumi. Non  si tratta solo di  una questione di volume ma anche di composizione dei consumi, soprattutto energetici e alimentari.  Il miglioramento delle condizioni di vita, porta ad  ampliare la domanda di energia, allargando l’alimentazione a cibi (come la carne) la cui produzione esige emissioni maggiori.  Sarà una delle  molteplici  sfide che l’aumento  della popolazione porterà  nel suo seno.