Un’occasione per scoprire il lago Arvo, i rilievi boscosi che lo abbracciano e le ragioni di un appellativo che racconta la bellezza della montagna calabrese.
LORICA – Il lago Arvo, i boschi e i sapori della montagna faranno da cornice alla 24ª Festa dei Colori e dei Sapori d’Autunno, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, in via Nazionale. Artigiani, produttori locali, cibo di strada, musica e intrattenimento animeranno tre giornate dedicate alle tradizioni del territorio, nella stagione che accende di giallo e di rame i versanti della Sila. Per Lorica, conosciuta come «Perla della Sila», sarà anche un’occasione per far scoprire ai visitatori il paesaggio da cui nasce questo appellativo: il villaggio affacciato sull’acqua, le insenature del lago e i pendii boscosi che salgono verso le maggiori alture dell’altopiano.
Una festa che offre l’occasione per guardare più da vicino questa località della Sila Grande e comprendere perché venga comunemente chiamata «Perla della Sila».
L’appellativo, utilizzato anche dalla Pro Loco, esprime il valore paesaggistico di un luogo nel quale si incontrano elementi diversi: il villaggio, a circa 1.300 metri di altitudine, il lago Arvo sul quale si affaccia, i boschi e i rilievi che delimitano l’orizzonte. La sua forza evocativa sta proprio in questa composizione: Lorica appare come una gemma custodita nel paesaggio dell’altopiano. È una lettura della sua bellezza, senza che occorra attribuire alla definizione il significato di un riconoscimento formale. A rendere riconoscibile questo scenario è soprattutto il lago Arvo. Le sue acque introducono una superficie aperta e luminosa fra i versanti alberati, restituiscono i colori del cielo e accompagnano il profilo del villaggio. In autunno il contrasto si fa particolarmente suggestivo: alle chiome sempreverdi dei pini si accostano le tonalità gialle, ramate e brune degli alberi che perdono le foglie. Il lago custodisce anche una storia legata al lavoro e alla trasformazione del territorio. È un bacino artificiale, realizzato fra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta del Novecento mediante lo sbarramento del fiume Arvo, nell’ambito dello sviluppo idroelettrico silano. Una particolarità riguarda la diga, costruita con terra compattata e argilla. Il paesaggio che oggi ammiriamo racconta dunque anche l’incontro fra l’ambiente montano e un’importante opera dell’uomo. Attorno allo specchio d’acqua si susseguono dossi arrotondati, pendii boscosi, radure e rilievi più elevati. Il riferimento più importante è Monte Botte Donato, che raggiunge i 1.928 metri ed è la cima più alta della Sila. Un itinerario del Sentiero Calabria collega Lorica alla montagna, passando inizialmente lungo il lago Arvo e risalendo poi verso le quote superiori. È un percorso che rende evidente il rapporto fra le rive e le vette, fra il paesaggio dell’acqua e quello della montagna. L’altro grande riferimento del comprensorio è Montenero, seconda cima dell’altopiano silano. Fra gli itinerari proposti dal Parco nazionale figura una traversata che collega Cagno, Montenero, i Colli Perilli e il lago Arvo: luoghi che permettono di leggere il territorio come un insieme continuo di boschi, crinali e vallate. Lorica è anche una tappa della Ciclovia dei Parchi della Calabria. Il tracciato regionale raggiunge il lago passando da Rovale e inserisce la località in un percorso più ampio di conoscenza della montagna calabrese. Una prospettiva interessante per un turismo che dedica tempo ai luoghi e mette in relazione paesaggio, ospitalità e comunità. In questo contesto, la Festa dei Colori e dei Sapori d’Autunno può diventare qualcosa di più di una visita fra gli stand. L’incontro con artigiani e produttori permette di avvicinarsi al lavoro che sostiene i territori montani, alle competenze tramandate e alle attività che contribuiscono a mantenerli abitati. La presenza, sulla locandina, dei loghi della Pro Loco Lorica, dei Comuni di Casali del Manco e San Giovanni in Fiore e dell’ARSAC richiama questa dimensione territoriale dell’appuntamento. Fra il lago e i boschi, l’autunno offre così una chiave per comprendere Lorica: la bellezza dei luoghi acquista profondità quando si accompagna alla conoscenza della loro storia e delle persone che li abitano. La Perla della Sila vive anche di questo legame, da custodire con attenzione e da raccontare oltre il tempo di una festa.
