Home Attualità La Corte costituzionale dichiara inammissibile il quesito referendario relativo all'”omicidio del consenziente”

La Corte costituzionale dichiara inammissibile il quesito referendario relativo all'”omicidio del consenziente”

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La Corte ha ritenuto inammissibile il quesito  in quanto, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”.  E’ quanto si apprende da  Palazzo della Consulta: la sentenza sarà depositata nei prossimi giorni. 

“Il cammino verso la legalizzazione dell’eutanasia non si ferma. Certamente, la cancellazione dello strumento referendario da parte della Corte costituzionale sul fine vita renderà il cammino più lungo e tortuoso, e per molte persone ciò significherà un carico aggiuntivo di sofferenza e violenza. Ma la strada è segnata”.  E’ quanto scrive la fondazione  Coscioni  dopo aver appreso  la notizia del giudizio della Consulta sul referendum.

“L’Associazione Luca Coscioni – si  evidenzia  in una nota – non lascerà nulla di intentato, dalle disobbedienze civili ai ricorsi giudiziari, ‘dal corpo delle persone al cuore della politica’. Ci rivolgeremo anche alle forze politiche e parlamentari, in questi anni particolarmente assenti o impotenti, e prenderemo in considerazione la possibilità di candidarci direttamente a governare per realizzare le soluzioni che si affermano ormai in gran parte del mondo democratico”.

“Il prossimo appuntamento è per l’11 e 12 marzo a Varsavia, per il Congresso del Movimento paneuropeo Eumans convocato insieme all’associazione Luca Coscioni per aprire un fronte europeo di iniziative per la liberta’ di scelte di fine vita e per l’abrogazione delle norme proibizioniste a livello europeo. Siamo grati a chi ha dato forza finora alla campagna ‘Eutanasia legale’, inclusi quel milione e 240.000 cittadini che hanno sottoscritto i referendum e i tanti che ci hanno sostenuto. A loro, e a tutti i cittadini diciamo che la lotta per essere ‘liberi fino alla fine’, iniziata con Piergiorgio Welby 15 anni fa, prosegue”.

Fonte: Agi Newsletter