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Il vaccino antipoliomelite di Jonas Salk: una svolta storica nella lotta contro la malattia. Il primo maggio

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Il vaccino antipoliomelite sviluppato da Jonas Salk fu annunciato alla stampa il 12 aprile 1955 come sicuro ed efficace. Fu il primo vaccino contro la poliomielite ad essere disponibile per il grande pubblico.

Il vaccino di Salk utilizzava il virus della poliomielite inattivato, che non poteva causare la malattia ma che era sufficiente a stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi contro la poliomielite. Il vaccino fu testato su 1,8 milioni di bambini negli Stati Uniti in un trial clinico che durò due anni.

Il successo del vaccino di Salk fu un momento di grande gioia per il mondo intero, poiché la poliomielite era una malattia temuta e devastante. La vaccinazione di massa portò a una diminuzione drammatica dei casi di poliomielite in tutto il mondo, e nel 1988 l’Organizzazione Mondiale della Sanità annunciò l’avvio di un programma globale di eradicazione della poliomielite.

In sintesi, il vaccino antipoliomelite sviluppato da Jonas Salk fu reso disponibile al pubblico nel 1955, e rappresentò un importante passo avanti nella lotta contro la poliomielite. Prima dell’introduzione del vaccino contro la poliomielite, l’infezione da poliovirus era piuttosto comune e colpiva diverse migliaia di persone ogni anno in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, ad esempio, si registravano circa 10.000-20.000 casi di poliomielite all’anno prima dell’avvento del vaccino nel 1955. Nel 1952, anno in cui ci fu un’epidemia particolarmente grave di poliomielite negli Stati Uniti, si registrò il numero record di 57.628 casi noti. La poliomielite è una malattia infettiva virale altamente contagiosa che può causare paralisi permanente e persino la morte in alcuni casi. Grazie alla vaccinazione di massa, i casi di poliomielite sono diminuiti drammaticamente in tutto il mondo. In Italia, prima dell’introduzione della vaccinazione contro la poliomielite, la malattia colpiva un’alta percentuale di bambini. Tuttavia, l’incidenza esatta della malattia in quel periodo dipendeva dall’anno e dalla regione. Ad esempio, negli anni ’50 e ’60, l’incidenza annuale media della poliomielite in Italia era di circa 10 casi ogni 100.000 persone, con picchi di circa 50 casi ogni 100.000 persone in alcune regioni del nord Italia. Tuttavia, è importante notare che questi dati potrebbero non essere accurati al 100% in quanto potrebbero esserci stati casi non segnalati o non diagnosticati correttamente.