Home Attualità Il sen. Antonio Razzi al Convegno dell’Associazione ” Democrazia Culturale”

Il sen. Antonio Razzi al Convegno dell’Associazione ” Democrazia Culturale”

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A chi lo accusa di difendere un dittatore risponde che bisogna evitare stragi e conflitti, lavorando per la pace e il progresso. “Ho visitato diciannove diverse volte la Corea del Nord ed ho notato che il Paese cresce e la gente è contenta. Non ci sarà nessuna guerra da parte della Corea del Nord.” Il Sen. Antonio Razzi racconta ai giovani universitari presenti in sala la sua storia di operaio emigrato in Svizzera, la vita reale all’interno della fabbrica, fino a giungere al giorno della candidatura al parlamento italiano e all’avvenuta elezione di senatore della repubblica.
Racconta degli incontri avuti con gli esponenti della vita politica istituzionale della Corea del nord e la visione che conserva nei confronti del sistema. Non difende nessuna dittatura ma esorta al dialogo che bisogna affermarsi nell’interesse dei popoli. Ironizza sui congiuntivi, sulla conoscenza della lingua italiana e sulle imitazioni televisive di Crozza che – afferma – non ho mai conosciuto . Coglie l’occasione per annunciare che anche Lui sta scrivendo un libro dal titolo. “ Un Senatore possibile..”
Antonio Razzi non risponde alle polemiche sollevate sulla opportunità della Sua presenza all’Università, sulle critiche rivolte anche attraverso la stampa. “Non sono qui per criticare il rettore, i docenti perplessi sulla mia presenza”, limitandosi ad una battuta: “sono semplicemente dei ragazzi” .
Il senatore, segretario della Commissione affari esteri, non si sottrae alle diverse domande poste dai giornalisti presenti nella saletta dell’hotel Majorana a Quattromiglia di Rende in cui si è svolto l’incontro, promosso dall’associazione “Democrazia culturale”, dal titolo . “Stati Uniti e Corea del Nord. Rischio di un nuovo conflitto mondiale?” programmato in un primo momento all’Unical e successivamente spostato, in altra sede, in seguito alle accese polemiche sollevate in questi giorni. Al riguardo, i giovani promotori del Convegno parlano di censura e di diritto di parola, tema ripreso da altri interventi che richiamano i principi sanciti nella Carta costituzionale e dalle norme di civiltà di un Paese libero.
Il confronto si svolge all’insegna della serenità, della simpatia e termina con una stretta di mano. Razzi ringrazia i giovani presenti e quanti hanno posto domande sui complessi argomenti affrontati.