“Il territorio non è merce, e i cittadini non sono sudditi” – con questo messaggio chiaro e diretto, il movimento civico :Comune in Comune” interviene pubblicamente sulla questione dell’impianto fotovoltaico che dovrebbe sorgere in località Vallegiannò, nel comune di Santo Stefano di Rogliano. Un impianto di grosse dimensioni, che – secondo quanto trapela – interesserebbe una vasta area agricola di pregio, attualmente destinata a produzioni alimentari di qualità. Un progetto che sta suscitando crescente preoccupazione, sia tra i residenti che tra cittadini non residenti ma legati al territorio, e soprattutto tra gli “ambientalisti autentici”, come li definisce il comunicato, “quelli che agiscono per coscienza più che per militanza”. A preoccupare non è soltanto l’impatto ambientale, ma soprattutto il silenzio dell’amministrazione comunale, che – denunciano gli esponenti del movimento – non ha fornito alcuna informazione né coinvolto la comunità locale. “Perché proprio Vallegiannò? Perché questo silenzio?”, si chiedono. “L’amministrazione ha sempre dichiarato di ispirarsi a principi di partecipazione e trasparenza, ma troppo spesso non li ha onorati”. Il movimento ricorda con orgoglio la battaglia condotta all’inizio degli anni Duemila contro un progetto simile: la costruzione, nei pressi della Comunità Montana, di un impianto di depurazione destinato all’area industriale di Piano Lago. Grazie alla guida dell’allora sindaco Francesco Garofalo, e al sostegno di un’amministrazione coesa e di una comunità mobilitata, quel progetto fu bloccato da un’ordinanza comunale, poi confermata dal TAR. L’impianto fu infine realizzato in un’area più idonea, lontana dai centri abitati. Una “battaglia di civiltà” – come la definisce oggi lo stesso Garofalo – che contribuì a uno sviluppo più armonico del territorio.
Il richiamo al passato non è casuale. Per Di Comune in Comune, fare memoria è fondamentale per evitare errori che potrebbero compromettere il presente e il futuro della comunità. “Non vogliamo paragonare situazioni diverse, ma imparare da quelle esperienze, per non ripetere scelte sbagliate”. Pur dichiarandosi favorevoli alle energie rinnovabili, i rappresentanti del movimento sottolineano la necessità di un confronto pubblico e ragionato, per evitare scelte affrettate e calate dall’alto, potenzialmente dannose sia per l’ambiente che per l’economia locale. “In tanti ci fermano, ci chiamano, ci chiedono informazioni. Anche se oggi non abbiamo incarichi istituzionali, sentiamo forte il dovere di essere sentinelle del territorio. Perché il senso civico non va in pensione, e la democrazia si alimenta con le risposte, non con i silenzi”.
Un appello, quello di Di Comune in Comune, che si chiude con un messaggio forte: “Tutti hanno il diritto di sapere cosa accade nel Palazzo di Santa Maria”, sede del Comune, che oggi appare “sempre più chiuso, distante, avulso dalla realtà”. La richiesta è semplice, ma determinata: trasparenza, partecipazione, rispetto per il territorio e per i cittadini. Il movimento civico non si tira indietro e annuncia di voler continuare a vigilare. E, se necessario, a mobilitarsi. L’Eco della Valle resta a disposizione per accogliere eventuali informazioni, chiarimenti o contributi che le istituzioni locali vorranno fornire in merito a quanto segnalato. Perché il confronto aperto e trasparente è parte essenziale della democrazia e del buon governo.