Un tributo a una figura esemplare del Savuto e della Calabria, protagonista dello sviluppo del territorio e oggi colpevolmente trascurata dalla memoria collettiva.
Riceviamo e pubblichiamo con vivo interesse la nota del Dott. Ciro Oddo, che si inserisce nel solco di un impegno condiviso per la valorizzazione della memoria storica e civile del territorio del Savuto e della Calabria. L’intervento che segue rappresenta un prezioso contributo alla riscoperta di figure che, con visione e dedizione, hanno inciso profondamente sullo sviluppo della nostra terra, spesso senza ricevere il giusto riconoscimento. In particolare, il ricordo del dott. Arnaldo Clausi Schettini, figura esemplare di amministratore pubblico, medico e uomo delle istituzioni, offre l’occasione per riflettere sull’importanza del radicamento storico e della continuità politica, elementi sempre più rari nel panorama odierno. Ringraziamo il dott. Oddo e tutti quei cittadini che, con spirito civico e senza alcun tornaconto personale — così come fa la nostra testata — si adoperano per offrire un servizio alla comunità, dando voce alla pluralità delle esperienze e promuovendo la diffusione di una conoscenza condivisa e partecipata. Con questo spirito pubblichiamo integralmente la nota che segue, auspicando che possa essere di stimolo per un rinnovato impegno collettivo verso la memoria, la gratitudine e lo sviluppo consapevole del nostro territorio.
“ROGLIANESI D’ECCEZIONE:
ARNALDO CLAUSI SCHETTINI
Fu il sindaco di Cosenza più longevo. Combatté come un leone per il tracciato mediano dell’autostrada del sole lungo l’asse Castrovillari-Sibari-Cosenza-Savuto. Cosa ne sarebbe stato della Cosenza-sud senza lo svincolo autostradale? Rogliano lo ha dimenticato. Non una strada o quant’altro in suo ricordo.
Pochi a Rogliano e negli altri centri del Savuto, anche fra i reggitori della cosa pubblica, sanno chi fu Arnaldo Clausi Schettini. La storia locale non ha mai costituito per le ultime amministrazioni comunali una priorità né tantomeno una necessità. Ormai in questo comune dove dignità ed orgoglio sembrano essere un lusso si vive alla giornata, non si sa quello che si dovrà fare il giorno dopo, manca una politica non diciamo di lungo ma di medio respiro. Cosa, quindi, ci si deve aspettare? Guardiamoci intorno ed avremo la risposta. Arnaldo Clausi Schettini, eccezionale ed autentico roglianese, fu il sindaco più longevo di Cosenza dal 1952 al 1963 ma fu anche Commissario prefettizio di Rogliano nel 1935 e quindi podestà fino al 1940. Medico di alto valore umano nella vita privata fu scoperto dal fascismo per la politica e rivalutato per lo stesso ruolo dalla democrazia. Il suo corpo giace nel Cimitero di Rogliano e mai negli ultimi anni si è pensato a ricordarne la figura con un fiore deposto dall’istituzione locale sulla sua tomba. Arnaldo Clausi Schettini, cui solo Ferdinando Perri ha dedicato una opera storiografica di eccezionale valore ed al cui Archivio appartiene la foto che riportiamo, fu il sindaco che vedeva e voleva la “ grande Cosenza” senza che nulla venisse tolto alle altre città calabresi. Anzi – come argutamente ha osservato di recente Wanda Ferro Sottosegretario di Stato agli Interni – “una grande Cosenza non può che fare bene alla sua grande provincia, ai territori che la circondano ed all’intera Calabria”. Ed infatti, “lavorare per il proprio territorio” – ha aggiunto la Ferro – “non può mai significare di operare per fare sgambetti alle realtà vicine o lontane, solo una visione unitaria dei problemi porterà benessere per tutti, non esistono le isole felici, occorrono invece idee lungimiranti e buone pratiche amministrative che possono prendere per mano interi territori per fare passi da gigante”. Ecco, Clausi Schettini va ricordato per le sue idee lungimiranti e per la buona pratica amministrativa. Fu l’uomo che lottò e volle il tracciato mediano per l’autostrada che non vedeva come un “regalo a Cosenza” ma come “il modo più intelligente per collegare storie, esperienze, attività e possibilità di sviluppo per tutti”. Cosa sarebbe stato della Cosenza sud, della Valle del Savuto, se l’autostrada avesse seguito un altro tracciato? La risposta la diede lo stesso Clausi Schettini in occasione dell’inizio lavori del tronco mediano quando disse che “i lavori appena iniziati danno avvio alla risoluzione di quei problemi che gravano sulla nostra provincia da tempo immemorabile e che l’hanno costretta ad essere l’ultima provincia d’Italia nel reddito pro capite. Ora sorge per noi una nuova alba e guardiamo con più serenità e maggiore fiducia al futuro”. Il futuro ha però visto classi dirigenti che hanno saputo cogliere il vento del progresso portato dall’autostrada ed altre che, affette da letargia cronica, sono riuscite nella titanica impresa di fare di quello che doveva essere il centro propulsore di Cosenza-sud solo la periferia di Piano Lago, la grande distesa dove venne costruito lo svincolo autostradale. Fu nel 1961 quando Fanfani, Presidente del Consiglio, venne in Calabria che Clausi Schettini per la prima volta, oltre che di Università, parlo di tracciato mediano dell’autostrada lungo l’asse Castrovillari-Sibari-Cosenza-Savuto: la grande strada delle valli (Foto dell’Archivio Perri). La Calabria, tanto per cambiare, era allora in lite sul percorso autostradale: se ionico o tirrenico o interno. Clausi Schettini allora – riferisce Ferdinando Perri nella sua pregevole opera – dispiegò “le ragioni delle zone interne che avrebbero altrimenti avuto ben poche opportunità di sviluppo a fronte di quelle che naturalmente detenevano le zone costiere”. Ecco, ora l’autostrada è lì, Clausi Schettini vinse la sua battaglia, c’è uno svincolo a Piano Lago ed un altro ad Altilia. Il Savuto si può dire che sia stato ben servito. Ma nessuno pensa oggi alle lotte che allora il sindaco di Cosenza nato a Rogliano, coadiuvato da altri politici, dovette compiere per ottenere questo tracciato. Pensiamo per un attimo alla Valle del Savuto senza l’autostrada. Il decollo del comprensorio era ormai a portata di mano. Alcuni lo seppero cogliere, altri meno. In verità la classe dirigente degli anni ’60 aveva lasciato su un piatto d’argento varie opportunità di sviluppo per i futuri amministratori che, dopo essersi cullati sugli allori altrui, oggi sono nudi. Non c’è nulla. Nemmeno il ricordo di quei personaggi. Giganti contro nani. A Rogliano nessuno ha pensato di intitolare una strada ad Arnaldo Clausi Schettini: un roglianese che definire una eccellenza è dire poco. Gratitudine umana!” Ciro Oddo

