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Il 4 Novembre unisce le comunità: da Cosenza al Savuto e al Reventino, memoria e impegno per la pace.

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Sentita partecipazione alle celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. A Cosenza, in piazza della Vittoria, autorità, associazioni e studenti riuniti per rendere omaggio ai Caduti.

di Redazione

Le istituzioni hanno celebrato il 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rinnovando un appuntamento che conserva un significato profondo nella vita delle comunità: custodire la memoria dei Caduti, riconoscere il valore del servizio al Paese e trasmettere alle nuove generazioni la responsabilità della pace. Nel Savuto e nel Reventino la partecipazione è stata sentita: da Rogliano a Soveria Mannelli, da Aiello Calabro fino ai più piccoli borghi dell’entroterra, la ricorrenza ha richiamato il legame tra storia nazionale e memoria locale. Un legame che trova espressione nei monumenti, nei nomi incisi sulle lapidi e nei racconti delle famiglie, attraverso i quali le vicende del Paese entrano nella storia di ogni comunità. Il significato di questa giornata si rinnova proprio nella capacità di tenere insieme il ricordo e la responsabilità civile. Rendere omaggio a chi ha perso la vita significa interrogarsi sul costo umano delle guerre e sul valore della convivenza, della libertà e della solidarietà. La presenza dei giovani assume, in questo percorso, un’importanza particolare: permette alla memoria di diventare conoscenza e consapevolezza del presente.

A Cosenza il momento centrale delle celebrazioni si è svolto nella mattinata del 4 novembre in piazza della Vittoria, alla presenza delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’Arma e di una numerosa rappresentanza di alunni delle scuole primarie. Hanno partecipato il prefetto Rosa Maria Padovano, il questore Antonio Borelli, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Andrea Mommo, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Natale Giordano, e il comandante del Battaglione del 1° Reggimento Bersaglieri, tenente colonnello Stefano Parisi. Presenti anche il sindaco del capoluogo e i rappresentanti provinciali delle Forze Armate, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Penitenziaria e delle Polizie provinciali e locali. La cerimonia ha avuto inizio alle ore 11 con lo schieramento di una formazione interforze. Vi hanno preso parte i Bersaglieri dell’Esercito, il personale della Marina militare delle Capitanerie di Porto di Corigliano-Rossano e Cetraro, dell’Aeronautica militare del distaccamento di Montescuro, dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria. Presenti inoltre unità dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa Italiana e del Corpo delle Infermiere Volontarie, insieme alle associazioni d’Arma. Provincia e Comune di Cosenza sono intervenuti con i rispettivi gonfaloni. Dopo gli onori al prefetto, che ha passato in rassegna lo schieramento accompagnata dal comandante provinciale dei Carabinieri, l’alzabandiera sulle note dell’Inno di Mameli ha scandito uno dei momenti più solenni della mattinata. Sono stati quindi letti i messaggi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Difesa Guido Crosetto e del capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano. Al centro delle celebrazioni il tema «Forze Armate a difesa della nostra libertà», richiamo a un bene che richiede cura, responsabilità e impegno quotidiano. Un riconoscimento rivolto alle donne e agli uomini in uniforme e al loro servizio, che si accompagna alla riflessione sui valori di unità e appartenenza e sulla necessità di preservare la pace. Particolarmente raccolto il momento della deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti, accompagnato dalla Marcia del Piave e dal Silenzio d’ordinanza. Un omaggio alle vittime della Grande Guerra e a quanti hanno sacrificato la propria vita al servizio del Paese. Il programma della giornata prevedeva, alle ore 16.30, la cerimonia dell’ammainabandiera. Dalla piazza del capoluogo ai borghi del Savuto e del Reventino, il 4 Novembre ha così rinnovato un patrimonio di memoria condivisa. Ricordare insieme significa rafforzare il senso della comunità e affidare alle nuove generazioni un compito concreto: conoscere la storia, rispettare le istituzioni democratiche e costruire relazioni fondate sul dialogo e sulla pace.