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Il 25 settembre: Giornata Mondiale dei Sogni. Sognare per un domani possibile

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Un invito collettivo a riflettere, progettare e trasformare i sogni in realtà, alla luce delle più recenti scoperte sul funzionamento della mente e del sonno. Il 25 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dei Sogni (World Dream Day), un momento dedicato alla riflessione sul valore profondo dei sogni, sia a livello personale che collettivo. Questa iniziativa — nata nel 2012 — ha l’obiettivo di ispirare le persone a dichiarare, condividere e attivare i propri sogni, trasformandoli in progetti concreti per sé stessi e per il mondo. Il tema scelto in questa edizione è “Dreams for the Future” (Sogni per il Futuro), un’esortazione a guardare oltre il presente e immaginare prospettive migliori.

Cosa sono i sogni e perché li facciamo? I sogni si manifestano durante il sonno, momento in cui il cervello rimane sorprendentemente attivo: rafforza connessioni sinaptiche, elabora ricordi ed emozioni e sperimenta scenari simbolici che possono aiutare nella comprensione interiore. Studi recenti mostrano che i sogni aiutano a “dimenticare il banale e processare ciò che è estremo”, contribuendo alla regolazione emotiva e alla consolidazione della memoria.

Secondo ricerche pubblicate nel 2025:

  • Le esperienze vissute prima di addormentarsi possono plasmare l’attività cerebrale e influenzare il contenuto dei sogni.
  • Il sogno non è un fenomeno casuale: potrebbe servire a mantenere il sonno e a integrare impulsi emotivi forti.
  • Dreaming (sognare) favorisce creatività e memoria: neuroni e circuiti cerebrali collaborano per elaborare contenuti e potenziare le capacità cognitive.
  • L’attività onirica tende a essere “sociale”: nei sogni compaiono amici, familiari e perfino sconosciuti; relazioni e interazioni quotidiane giocano un ruolo predittivo nel far emergere certi personaggi nei sogni.
  • La probabilità di ricordare i sogni al risveglio è influenzata dall’atteggiamento verso il sogno, dalla tendenza alla “mente vagabonda” (mind wandering) e da pattern del sonno, come la durata del sonno leggero.

Inoltre, il campo del sogno lucido (in cui si è consapevoli di sognare e si può in parte controllare il sogno) si sta sviluppando rapidamente: alcuni studi mostrano che si può inviare segnali (muscolari o ritmi) dal sogno al mondo reale per attivare dispositivi come macchina virtuali o elettrodomestici, ampliando le possibilità di interazione tra sogno e realtà.

Infine, la ricerca del “decodificare” i sogni attraverso tecniche avanzate (come fMRI + modelli di linguaggio) è un orizzonte affascinante che tenta di trasformare le immagini mentali notturne in narrazioni visive coerenti.

Il senso della Giornata

La data scelta — 25 settembre, momento di transizione verso l’autunno — è simbolica: invita alla riflessione sui progetti ancora da realizzare entro la fine dell’anno.
Questa giornata non è solo un esercizio poetico, ma un invito concreto:

  • sensibilizzare sul valore dei sogni,
  • educare a coltivare visioni interiori,
  • esplorare il proprio mondo interiore,
  • attivare le energie latenti per tradurre i sogni in obiettivi reali.

I sogni — notturni o a occhi aperti — riflettono desideri, paure, aspirazioni più profonde. Anche se l’origine precisa della Giornata Mondiale dei Sogni rimane incerta, molte organizzazioni, scuole e professionisti della salute mentale la sostengono con eventi, workshop e campagne. Storicamente, psicologi come Sigmund Freud e Carl Gustav Jung hanno dato contributi fondamentali:

  • Freud (in L’interpretazione dei sogni, 1899) considerava il sogno come la soddisfazione mascherata di desideri repressi, una via per accedere all’inconscio.
  • Jung, invece, attribuiva ai sogni un ruolo collettivo: archetipi, simboli universali e immagini condivise emergono da un inconscio collettivo che va oltre il singolo.

Oggi, le teorie psicoanalitiche restano influenti sul piano interpretativo, ma la scienza del sonno e delle neuroscienze offrono viste complementari: i sogni sono territori in cui emozione, memoria e identità dialogano in forme inaspettate.

Perché dare valore ai sogni?

La Giornata Mondiale dei Sogni ci ricorda che i desideri non sono vanità, ma mappe interiori da ascoltare. Dare consistenza ai sogni significa:

  • coltivarli con perseveranza e strategia,
  • dare loro una forma (schemi, piani d’azione),
  • credere in se stessi — perché la fiducia è il primo passo verso la realizzazione.

È una chiamata all’azione: trasformare visioni in azioni concrete, alimentare comunità che condividono sogni, collaborare per sogni più grandi del singolo. Così, ogni anno, il 25 settembre assume una dimensione doppia: celebrare l’immaginazione individuale e riconoscere il potere dei sogni collettivi di plasmare il futuro. (La redazione)