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Il 19 giugno 2022 ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sessuale nei conflitti.

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Oggi siamo chiamati a riflettere su un tema  che il conflitto in atto in Ucraina ci ripropone  nella sua più   brutalità ed efferatezza. Il dramma che si vive nei Paesi  in cui sono in atto le guerre non può e non deve lasciare  indifferente la coscienza  delle comunità, chiamate  a combattere questo crimine brutale, che colpisce principalmente donne e ragazze, ma che viene perpetrato anche contro uomini e ragazzi.  La  Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sessuale nei conflitti istituita dalla Nazioni Unite nel 2015 per combattere questo crimine brutale, che colpisce principalmente donne e ragazze, ma che viene perpetrato anche contro uomini e ragazzi. La data è stata scelta per commemorare l’adozione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU del 19 giugno 2008, che condannava l’impiego della violenza sessuale quale strumento di guerra.

Quando parliamo di  conflitto, nel suo significato tradizionale, ci riferiamo a una contesa tra le parti che trova la sua massima espressione nella guerra  tra stati sovrani o coalizioni che  esplode  per individuare  una risoluzione di una controversia motivata da conflitti ideologici, economici, politici e sociali reali o presunti.  E’ un argomento alquanto complesso e la storia insegna come la guerra non abbia mai risolto problemi , non abbia generato benessere, ma partorito solo lacrime,  paure e disperazione. Alle vittime innocenti che la guerra ha consegnato alla memoria, esiste  l’altro fenomeno bellico ad essa sovente collegato, rimasto per troppo tempo  in silenzio, ma altrettanto crudele e  disumano. Stiamo  parlando del  dramma della violenza sessuale consumata durante i conflitti generati nel corso della storia, esercitata dai militari o da coloro che erano coinvolti nel conflitto armato. Stiamo affrontando questo fenomeno  considerato come  crimine brutale, perpetrato principalmente contro donne e ragazze,  che ha infranto la dignità, la pace e la libertà dl singolo, colpendo  anche uomini e ragazzi.

La  violenza sessuale esercitata dai soldati o da tutti coloro che erano coinvolti in un conflitto armato, infatti, era  rimasta nascosta, non rilevata nella sua  devastante dimensione umana. Era rimasta  impunita.   Con il passare degli anni sono emerse  tutte le brutalità generate dalla guerra:   stupri, schiavitù sessuali, obbligo alla prostituzione. Finalmente, dopo tanti anni e secoli, la violenza sessuale è stata  riconosciuta come una minaccia alla pace e alla sicurezza dei popoli e dei Paesi del mondo.   questo crimine brutale, perpetrato principalmente contro donne e ragazze, ma che colpisce anche uomini e ragazzi, ed invita tutti a unirsi alle vittime.

Il 19 giugno del 2015, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per commemorare la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU del 19 giugno 2008 che condannava l’impiego della violenza sessuale come strategia bellica, ha introdotto la Giornata Internazionale contro la violenza sessuale nei conflitti armati per chiudere, per sempre, uno dei capitoli più neri della storia dell’umanità.

Il 19 giugno del 2015, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per commemorare la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU del 19 giugno 2008 che condannava l’impiego della violenza sessuale come strategia bellica, ha introdotto la Giornata Internazionale contro la violenza sessuale nei conflitti armati per chiudere, per sempre, uno dei capitoli più neri della storia dell’umanità.

L’obiettivo della giornata Internazionale contro la violenza sessuale nei conflitti armati  è quello di accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica in merito alle violenze sessuali che avvengono in teatri di conflitti, nonché di onorare le vittime di  questi  terriobili  crimini. La data, come ribadito,  è stata scelta per commemorare l’adozione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU del 19 giugno 2008 (SC resolution 1820, 2008) la quale condannava l’impiego della violenza sessuale quale strumento di guerra. La commemorazione del 2019 cade inoltre nel decimo anniversario dell’istituzione dell’Office of the Special Representative on Sexual Violence in Conflict. L’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo si occupa da anni non solo della produzione e della commercializzazione delle armi, ma anche dei conflitti e delle relative violazioni dei diritti umani perpetrate non di rado sotto la minaccia delle armi stesse.