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Giovedì 5 novembre 2026. Il santo del giorno: San Guido Maria Conforti. Avvenne oggi: il 4 e 5 novembre 1966 la tragica e devastante alluvione colpì Firenze. Ricorre la Giornata mondiale per la consapevolezza sugli tsunami

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Il 5 novembre la Chiesa cattolica ricorda il fondatore dei Missionari Saveriani. La sua testimonianza intreccia fede, educazione e apertura al mondo, offrendo una riflessione sul valore del servizio e della fraternità.

Nato il 30 marzo 1865 a Casalora di Ravadese, nel territorio parmense, Conforti maturò presto la scelta del sacerdozio. Il suo percorso incontrò ostacoli familiari e difficoltà di salute, che ne condizionarono le possibilità e ritardarono l’ordinazione. Divenne sacerdote nel 1888 e si dedicò alla formazione dei seminaristi, mostrando una particolare attenzione alla crescita dei giovani. A orientare il suo desiderio missionario fu anche la conoscenza della vita di san Francesco Saverio. L’incontro con quella testimonianza gli indicò una prospettiva che avrebbe accompagnato tutto il suo ministero: portare l’annuncio cristiano a popoli lontani e preparare persone disponibili a questo servizio. Le condizioni di salute limitarono la possibilità di entrare in un istituto missionario. Conforti cercò allora una strada attraverso la quale dare continuità alla propria aspirazione: nel 1895 fondò l’istituto da cui nacquero i Missionari Saveriani. Nel 1899 partirono per la Cina i primi due religiosi della nuova famiglia missionaria. Un’intuizione personale cominciava così a diventare un’opera condivisa. La sua vicenda invita a riflettere sul rapporto tra fragilità e possibilità. Anche quando un limite modifica il cammino immaginato, possono aprirsi forme diverse di partecipazione. Per Conforti furono decisive l’educazione, l’organizzazione e la fiducia riposta negli altri: strumenti attraverso i quali un progetto poté crescere e proseguire. Nel 1902 fu chiamato a guidare l’arcidiocesi di Ravenna, incarico al quale dovette rinunciare dopo circa due anni per il peggioramento della salute. Dal 1907 resse la diocesi di Parma, dedicandosi alla preparazione religiosa dei fedeli, alla formazione del clero e dei laici e alla vita delle parrocchie. Promosse il coinvolgimento delle associazioni cattoliche e raggiunse, attraverso le visite pastorali, anche le comunità più piccole. Nella sua esperienza, la cura della comunità locale e l’interesse per altri popoli si alimentavano reciprocamente. L’appartenenza a un territorio diventava il punto da cui allargare lo sguardo, conoscere altre realtà e assumere responsabilità più ampie. È un aspetto che offre uno spunto anche alla vita dei nostri paesi. Le comunità acquistano vitalità quando investono nella formazione, coltivano relazioni e rendono possibile la partecipazione. Scuole, associazioni, parrocchie e luoghi di incontro possono contribuire a questo lavoro quotidiano, costruendo occasioni di conoscenza e solidarietà. Nel 1928 Conforti riuscì a recarsi in Cina, incontrando i missionari saveriani e le comunità cattoliche loro affidate. Quel viaggio diede concretezza a un legame coltivato per decenni e rafforzò la relazione tra la Chiesa di Parma e quella dell’Honan occidentale. Morì a Parma il 5 novembre 1931. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 17 marzo 1996 e canonizzato da Benedetto XVI il 23 ottobre 2011. La sua memoria liturgica ricorre nell’anniversario della morte. Ricordarlo significa tornare sul valore di una dedizione capace di produrre legami duraturi. La sua storia propone una domanda che riguarda anche il presente: che cosa possiamo costruire insieme, mettendo le nostre capacità al servizio degli altri? Una domanda che avvicina l’esperienza religiosa alla responsabilità quotidiana di ciascuno verso la propria comunità.

Avvenne oggi:

  • 333 a.C. – Battaglia di Isso: Alessandro Magno e l’esercito macedone sconfissero le truppe persiane guidate da Dario III in Anatolia, aprendo la strada alla conquista della Fenicia. [1]
  • 1605 – Il Complotto delle Polveri (Gunpowder Plot): In Inghilterra fu sventato il tentativo di Guy Fawkes e di altri cospiratori cattolici di far saltare in aria il Parlamento. L’evento è commemorato ogni anno nel Regno Unito con la Guy Fawkes Night o Bonfire Night. [1, 2]
  • 1895 – Prima corsa automobilistica negli USA: Si svolse la prima gara ufficiale di automobili negli Stati Uniti, da Chicago ad Evanston e ritorno, vinta da Frank Duryea. [1]
  • 1966 – L’Alluvione di Firenze: Il 4 e 5 novembre 1966 la tragica e devastante alluvione colpì Firenze e gran parte della Toscana, causando vittime e gravissimi danni al patrimonio artistico
  • Giornata mondiale per la consapevolezza sugli tsunami: conoscere il rischio per proteggere le comunità

Il 5 novembre ricorre la Giornata mondiale promossa dalle Nazioni Unite. Informazione, esercitazioni e percorsi di evacuazione: la prevenzione passa dalla partecipazione dei cittadini.Sapere dove andare, riconoscere un segnale di pericolo, conoscere le indicazioni della Protezione civile: di fronte al rischio tsunami, la preparazione può fare la differenza. È questo il significato della Giornata mondiale per la consapevolezza sugli tsunami, che ricorre il 5 novembre, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2015.La ricorrenza richiama l’attenzione sulle conseguenze di fenomeni poco frequenti, ma potenzialmente devastanti. Secondo i dati riportati dall’ONU, nell’arco di un secolo 58 tsunami hanno provocato complessivamente oltre 260 mila vittime. Un bilancio che spiega quanto sia necessario investire nella conoscenza del rischio e nella preparazione delle popolazioni.

La prevenzione richiede un lavoro continuo, capace di coinvolgere amministrazioni, scuole, associazioni, operatori economici e famiglie. Un piano di emergenza diventa davvero utile quando le persone sanno come consultarlo e hanno familiarità con le azioni previste. In questa direzione si colloca #GetToHighGround, la campagna avviata nel 2022 dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi, l’UNDRR. L’iniziativa invita a organizzare esercitazioni, camminate e corse lungo i percorsi di evacuazione verso luoghi più elevati. Percorrere in anticipo una via di allontanamento aiuta a trasformare un’indicazione astratta in un’esperienza concreta e condivisa. Anche per le comunità costiere calabresi, la giornata offre un’occasione di riflessione sulla cultura della prevenzione. Il rischio maremoto interessa le coste italiane e richiede strumenti di monitoraggio, pianificazione e informazione. Dal 2017 è operativo il quadro nazionale del SiAM, il Sistema di allertamento per i maremoti generati da sisma, che coinvolge INGV, ISPRA e Dipartimento della Protezione civile. Le autorità precisano, tuttavia, che un’allerta potrebbe non precedere sempre l’arrivo delle onde: conoscere i comportamenti da adottare resta quindi essenziale. Le indicazioni della campagna “Io non rischio” invitano anzitutto a informarsi sul Piano di protezione civile del proprio Comune, individuando le zone esposte, le vie di evacuazione e le aree da raggiungere. In presenza di segnali di maremoto occorre allontanarsi rapidamente dalla costa verso luoghi elevati, seguendo la segnaletica e le indicazioni delle autorità. È inoltre necessario evitare di tornare subito verso il mare: alla prima onda possono seguirne altre più pericolose. La dimensione sociale della prevenzione riguarda anche la possibilità, per tutti, di comprendere le informazioni e mettersi al sicuro. Anziani, persone con disabilità, bambini e visitatori che conoscono poco il territorio devono trovare risposte adeguate nella pianificazione e nelle esercitazioni. La capacità di una comunità di affrontare un’emergenza dipende anche dall’attenzione riservata a chi incontra maggiori difficoltà. Il 5 novembre diventa così un invito a verificare quanto i nostri territori siano preparati e quanto i cittadini siano coinvolti. Conoscere un percorso, partecipare a un’esercitazione, condividere informazioni attendibili sono gesti attraverso i quali la responsabilità individuale contribuisce alla sicurezza collettiva.

Fonti: Nazioni Unite; U