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Giovani e libri: un legame sempre più debole

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In Italia si legge sempre meno: lo confermano i dati recenti che mostrano una drastica riduzione del tempo dedicato alla lettura, soprattutto tra i giovani. Le cause sono molteplici: la prevalenza dei contenuti digitali rapidi, la perdita di centralità del libro nella quotidianità familiare e scolastica, il divario territoriale nell’accesso alla cultura.

Dal punto di vista sociologico, il calo della lettura ha gravi conseguenze: riduce la capacità di concentrazione, limita il pensiero critico, aggrava l’analfabetismo funzionale e alimenta disuguaglianze sociali ed educative. I giovani, in particolare, rischiano di perdere strumenti fondamentali per interpretare la realtà, costruire un’identità solida e partecipare attivamente alla vita democratica. Servono politiche mirate, scuole più aperte alla lettura libera, investimenti nei presìdi culturali e una maggiore consapevolezza del ruolo educativo delle famiglie. Leggere, oggi, è un modo per coltivare pensiero critico e costruire cittadinanza consapevole. Ignorare il declino della lettura significa impoverire il futuro.