La Giornata Internazionale della Biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 per celebrare l’entrata in vigore della Convenzione sulla Diversità Biologica (firmata a Nairobi nel 1992), si celebra ogni anno il 22 maggio. L’obiettivo è quello di ricordare a tutte le comunità del mondo l’importanza di preservare la straordinaria varietà delle forme di vita presenti sul nostro pianeta. Questa giornata rappresenta un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi legati alla biodiversità, promuovendo azioni, programmi e iniziative volte a far comprendere quanto sia fondamentale conservare la varietà biologica e garantire un uso sostenibile delle sue risorse, con una equa distribuzione dei benefici derivanti dall’utilizzo del patrimonio genetico. Ogni edizione della Giornata si concentra su un tema specifico, proprio per evidenziare i molteplici aspetti di questo concetto.
Che cos’è la biodiversità?
Secondo la definizione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica, la biodiversità è l’insieme della varietà e della variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici di cui fanno parte. Essa si manifesta a tre livelli: genetico, di specie e di ecosistema.
Come spiegarla ai più piccoli?
La biodiversità è la grande varietà di animali, piante, funghi e microorganismi che popolano il nostro pianeta. Tutti questi esseri viventi interagiscono tra loro, creando un equilibrio essenziale per mantenere la vita sulla Terra.
Chi ha coniato il termine “biodiversità”?

Il concetto di diversità biologica è stato introdotto dal biologo Thomas Lovejoy nel 1980. Il termine biodiversità, invece, è stato utilizzato per la prima volta dall’entomologo Edward O. Wilson nel 1986, durante il primo Forum statunitense sulla diversità biologica organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Perché la biodiversità è importante?
In sintesi, la biodiversità è sinonimo di ricchezza: comprende la varietà degli habitat naturali, il numero di specie presenti in un’area e la diversità genetica tra gli individui. Proteggere questa ricchezza è essenziale per garantire l’accesso a risorse fondamentali come il cibo, l’acqua, l’energia e i medicinali. La perdita anche di una sola specie può compromettere l’equilibrio dell’intero ecosistema, rendendo più difficile affrontare sfide come il cambiamento climatico, la scarsità idrica e le catastrofi naturali.
Secondo recenti studi, oltre un milione di specie animali e vegetali rischiano oggi l’estinzione.
Cosa può fare il Comune e cosa possono fare scuola, famiglia e associazioni?
Il Comune, in quanto istituzione di prossimità, ha un ruolo strategico nel promuovere la cultura della biodiversità. Può:
- Avviare campagne di sensibilizzazione e informazione;
- Integrare la tutela della biodiversità nei regolamenti urbanistici e nei progetti di verde pubblico;
- Collaborare con le scuole per percorsi educativi;
- Sostenere iniziative di agricoltura sostenibile e tutela del paesaggio.
Le scuole possono proporre laboratori, uscite didattiche e progetti interdisciplinari per far conoscere agli studenti la biodiversità locale e globale.
Le famiglie possono educare i bambini al rispetto della natura attraverso comportamenti quotidiani: differenziare i rifiuti, evitare sprechi, rispettare gli animali.
Le associazioni, infine, svolgono un ruolo chiave nel coinvolgere i cittadini attraverso eventi, attività sul territorio e progetti partecipativi che promuovono la conoscenza e la difesa degli ecosistemi.
Tutti possono e devono fare la propria parte, perché la biodiversità è un bene comune, e solo con un impegno collettivo sarà possibile conservarla per le generazioni future.