L’ Onu invita tutti gli Stati a promuovere e organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza contro le donne, soprattutto in ambito scolastico ed educativo.
Secondo l’articolo 1 della “Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne”, emanata dall’Assemblea Generale con la risoluzione n.48/104 del 20 dicembre 1993, la violenza contro le donne è “ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata”.
La Giornata del 25 novembre ricorda a tutti che gli abusi di ogni tipo costituiscono una violazione dei diritti umani, un impedimento del principio di uguaglianza e un ostacolo alla formazione di una coscienza personale e sociale fondata sul rispetto della persona umana. Nel 2011 il Consiglio d’Europa ha adottato, inoltre, la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. In questa giornata è importante che le Istituzioni pubbliche, le organizzazioni politiche, i soggetti della comunità civile organizzata e le agenzie educative, ribadiscano il loro impegno nel rafforzare la rete territoriale che opera ogni giorno nella prevenzione, nella protezione e nell’accompagnamento delle donne vittime di violenza. In questi due anni difficili, di restrizioni delle libertà individuali, i disagi e le violenze perpetrate nei confronti delle donne, sono notevolmente aumentati tra le mura domestiche. Promuovere una cultura davvero rispettosa della libertà delle donne e dell’effettiva parità di genere deve essere un impegno costante, giornaliero di tutti gli uomini e donne che praticano, educano in ogni luogo , a promuovere comportamenti di civiltà e di rispetto delle persone. Le iniziative che si terranno sul territorio nazionale sono diverse e spaziano dall’informazione alla sensibilizzazione, passando ovviamente per la prevenzione, aspetto fondamentale nella lotta alla violenza di genere.
Ricordiamo che quest’anno già 103 donne sono state uccise. E’ urgente, quindi, che si intervenga per contrastare la violenza sulle donne e far conoscere a tutte e a tutti i servizi di segnalazione e sostegno offerti alle donne vittime di violenza. Esistono riferimenti precisi, nazionali e regionali, centri antiviolenza e stalking ai quali ci si può rivolgere per denunciare e contrastare abusi e violenze.
Rammentiamo che la piaga dei femminicidi continua a popolare la cronaca italiana. E a rendersi protagonisti di questi drammatici fatti di cronaca sovente sono proprio coloro che appartengono alla sfera affettiva delle vittime, spesso all’interno delle mura di casa, come emerge anche dal report periodico elaborato dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale: nel periodo 1° gennaio–22 agosto 2021 su 178 omicidi registrati in totale, 74 hanno visto come vittime donne, di cui 65 uccise in ambito familiare/affettivo. Di queste, 46 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner.
La violenza di genere comprende tutte quelle forme di violenza agite dagli uomini contro le donne in cui l’elemento ‘genere’ (l’essere donna per chi la violenza la subisce, l’essere uomo per chi l’agisce) costituisce un elemento fondamentale della relazione violenta.
La violenza contro le donne non si identifica solo come problema inerente la sicurezza e incolumità fisica e psicologica: essa deve essere inquadrata anche come una gravissima forma di discriminazione e una violazione dei diritti fondamentali alla vita, alla libertà, alla sicurezza, alla dignità, all’integrità fisica e mentale, nonché all’uguaglianza tra i sessi.
E’ necessario, ancora, tenere ben presente la specificità del fenomeno della violenza contro le donne rispetto ad altre forme di violenza in quanto ciò consente di iscrivere il fenomeno nella più ampia cornice della cultura ancora fortemente sessista e discriminatoria presente nella comunità di appartenenza. La violenza contro le donne è in larga parte un problema di cultura, nel senso che da una parte riflette e dall’altra rafforza le profonde disuguaglianze e i diversi ruoli che la comunità affida all’uomo e alla donna in virtù del loro sesso alla nascita.