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23 settembre: Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni

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Inclusione e identità: anche nel Cosentino e nel Savuto cresce l’attenzione verso le persone sorde

Il 23 settembre si celebra la Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per valorizzare il ruolo delle lingue dei segni nella piena realizzazione dei diritti umani delle persone sorde e per promuovere accesso precoce, istruzione di qualità e partecipazione alla vita pubblica. La prima edizione si è tenuta nel 2018; la data ricorda la fondazione della World Federation of the Deaf (WFD) nel 1951. Le lingue dei segni non sono traduzioni “gestuali” dell’italiano o di altre lingue parlate: sono lingue naturali con grammatica, sintassi e lessico propri, basate su canali visivo-gestuali (mani, espressione del viso, uso dello spazio). Nel mondo se ne contano oltre 300, usate da una comunità globale stimata in circa 72 milioni di persone, più dell’80% delle quali vive in Paesi in via di sviluppo. Sul piano dello sviluppo linguistico, la ricerca e le buone pratiche concordano su un punto: garantire fin dai primi mesi di vita accesso a una lingua completa (per molte famiglie, la LIS accanto all’italiano) previene deprivazioni linguistiche, sostiene le competenze cognitive e favorisce l’autostima. È lo stesso spirito della risoluzione ONU, che sottolinea l’importanza dell’accesso precoce ai servizi in lingua dei segni e del principio “nulla su di noi senza di noi” nel disegno delle politiche pubbliche.

In Italia, un passaggio storico è arrivato il 19 maggio 2021: con la conversione del “Decreto Sostegni” lo Stato ha riconosciuto, promosso e tutelato la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e la Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST), riconoscendo anche la figura professionale degli interpreti. Più di recente, atti nazionali hanno ulteriormente definito l’inquadramento delle professioni di interprete LIS e LIS tattile, a beneficio di qualità e omogeneità dei servizi.

Calabria, Cosentino e comprensorio del Savuto: segnali concreti

In Calabria la collaborazione tra istituzioni e associazioni rappresentative sta crescendo. La Regione, nell’ambito della Legge di stabilità 2025, ha previsto stanziamenti a favore degli enti per la protezione e l’assistenza dei sordomuti, misura che sostiene attività territoriali, sportelli e percorsi di inclusione. Nel Cosentino operano strutture associative e punti di riferimento per l’utenza sorda.

Un esempio concreto di accessibilità locale è lo Sportello LIS di Corigliano-Rossano, sviluppato in collaborazione con l’ENS: oltre ai servizi di interpretariato e mediazione, sono stati avviati percorsi per corsi LIS in un’area dove si stimano circa 200 cittadini con sordità. È un modello replicabile anche per i comuni del Savuto, utile per migliorare l’accesso agli uffici pubblici, alla sanità, alla scuola e agli eventi culturali.

Un impegno che riguarda tutti

La Giornata del 23 settembre non è solo un appuntamento simbolico: è l’occasione per fare un bilancio e fissare obiettivi misurabili. Per il Savuto e il Cosentino questo può tradursi in: mappare il fabbisogno locale (numero di utenti, scuole coinvolte, tempi di attesa per interpreti), stabilire sportelli LIS di area, creare reti tra Comuni per condividere interpreti e risorse, e monitorare gli esiti (tassi di partecipazione scolastica, accesso ai servizi, inserimenti lavorativi). La lingua dei segni è una ricchezza per tutti: preservarla e diffonderla significa costruire comunità più giuste, accessibili e inclusive ( La Redazione)