Il 18 maggio si celebra la Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day – IMD), un’importante iniziativa culturale istituita e promossa dall’ICOM, il Consiglio Internazionale dei Musei. Questo appuntamento annuale si propone di ravvivare l’interesse collettivo verso il patrimonio artistico e culturale e di stimolare una riflessione profonda sul ruolo dei musei come strumenti attivi di dialogo interculturale, coesione sociale e crescita civile. Ogni edizione dell’IMD è caratterizzata da un tema specifico, che ne orienta le attività e gli eventi. Per l’anno 2025 il tema prescelto è quanto mai attuale: “Il futuro dei musei nelle comunità in rapido cambiamento” (The Future of Museums in Rapidly Changing Communities), un invito a pensare il museo non solo come custode del passato, ma come attore protagonista nel presente e nell’evoluzione delle società contemporanee. Vale la pena, in questa occasione, riscoprire il significato originario e il valore simbolico del termine “museo”. La parola deriva dal greco antico mouseîon, che indicava un luogo consacrato alle Muse, le nove figlie di Zeus e Mnemosine, divinità protettrici delle arti, delle lettere e delle scienze. Il museo, dunque, sin dalle sue origini, è uno spazio in cui la conoscenza, la creatività e la memoria si incontrano per generare consapevolezza e bellezza.
L’Italia e il patrimonio museale: eccellenza riconosciuta nel mondo
Nel panorama internazionale, l’Italia si distingue per la straordinaria ricchezza e varietà del suo patrimonio museale. Dei circa 95.000 musei attualmente censiti nel mondo, oltre 5.000 si trovano nel nostro Paese. I dati parlano chiaro: più di 128 milioni di visitatori ogni anno, di cui ben il 59% proveniente dall’estero, ai quali si aggiungono i quasi 7 milioni di ingressi registrati dai Musei Vaticani. Il Belpaese conferma così la propria vocazione alla tutela e alla valorizzazione della cultura, accogliendo nei suoi spazi opere d’arte, reperti archeologici, testimonianze storiche e scientifiche di inestimabile valore. Ma qual è il primo museo della storia? Gli studiosi concordano nel considerare il Museion di Alessandria d’Egitto come il capostipite delle istituzioni museali. Voluto da Tolomeo I nel III secolo a.C., esso costituiva un vero e proprio centro del sapere, in cui venivano conservate opere d’arte, rotoli della famosa Biblioteca di Alessandria e strumenti scientifici. Un luogo, però, accessibile solo a nobili ed eruditi, a differenza dei musei moderni, sempre più aperti e inclusivi.
E in Calabria quali sono i musei più visitati?
In Calabria, il panorama museale offre una ricca varietà di istituzioni che raccontano la storia, la cultura e le tradizioni della regione. Tra i musei più visitati e apprezzati, spiccano:

Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC): Situato a Reggio Calabria, questo museo è celebre per ospitare i Bronzi di Riace, due statue greche in bronzo risalenti al V secolo a.C., considerate tra i più importanti capolavori dell’arte greca classica. Il museo offre una vasta collezione di reperti provenienti dalla Magna Grecia, testimonianza della ricca storia dell’area.
Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”: Ubicato a Rossano, questo museo d’impresa racconta la storia della famiglia Amarelli e della produzione di liquirizia, attività che prosegue da secoli. È uno dei pochi musei al mondo dedicati a questo tema e ha ricevuto riconoscimenti per la sua unicità.
Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza: Questo museo archeologico offre un’esposizione permanente dedicata alle antiche popolazioni dei Brettii e degli Enotri, con reperti che illustrano la storia e la cultura della Calabria interna.
Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri: Situato nell’area dell’antica città di Locri, il museo presenta reperti che documentano la vita quotidiana, la religione e l’arte della colonia greca, offrendo una panoramica sulla storia della Magna Grecia.
Museo Diocesano di Cosenza: Questo museo conserva opere d’arte sacra, tra cui dipinti, sculture e oggetti liturgici, che testimoniano la storia religiosa e artistica della diocesi di Cosenza.
Nel triennio 2021-2023, i musei statali calabresi hanno registrato un significativo aumento di visitatori, quasi raddoppiando i numeri rispetto al periodo pre-pandemico. Nel solo 2023, si sono contati circa 250.000 ingressi, con un incremento degli introiti del 72%, segno di una crescente attenzione verso il patrimonio culturale della regione.
Quest muse rappresentano non solo custodi della memoria storica, ma anche centri vitali per la promozione della cultura e dell’identità calabrese, offrendo ai visitatori esperienze educative e coinvolgenti.