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Gesuanesimo e cristianesimo: Don Drink spiega la differenza con un bicchiere di vino!

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il prete agnostico più irriverente della narrativa contemporanea usa la metafora della cantina per distinguere il messaggio originario di Gesù dalla religione costruita nei secoli.

Don Drink come armai noto è il protagonista del mio ultimo lavoro di scrittura, figura di fantasia e ricca di ironia. E lo sa bene: il cristianesimo non è la stessa cosa del gesuanesimo.
E non perché lo dica qualche teologo moderno, ma perché — sostiene il ns don Drink— basta avere una minima esperienza di cantina per capirlo. «Vedete», spiega con il suo tono sornione, mentre osserva il colore del vino contro luce, «il gesuanesimo è come l’uva appena pigiata. È vita, è fermento, è entusiasmo puro. Gesù parlava agli uomini così come sono, senza dogmi, senza burocrazia, senza etichette. Diceva: amatevi, perdonate, condividete. Punto. Tutto qui.»
Il problema — continua Don Drink intervistato oggi 8 dicembre in occasione della festa dell’Immacolata- — nasce quando quell’uva comincia a essere imbottigliata, catalogata e messa in commercio.
«Il cristianesimo, invece, è il vino dopo secoli di cantina. Ottimo, per carità, a volte eccellente. Ma è passato da mani esperte, da regole rigide, da etichette autorevoli. Ha guadagnato struttura, ma ha perso spontaneità. Gesù non ha mai aperto una diocesi, non ha firmato un concilio e non ha mai chiesto certificati di purezza.»
Per il prete agnostico più discusso della narrativa contemporanea, il punto è tutto lì:
Gesù non ha fondato una religione, ha indicato uno stile di vita. Il cristianesimo, invece, è la costruzione storica e teologica nata intorno a lui.
«Il gesuanesimo», dice Don Drink sorseggiando, «ti chiede come vivi.
Il cristianesimo spesso ti chiede in cosa credi.
E capite bene che, tra vivere e dichiarare, c’è la stessa differenza che passa tra bere un vino e leggere l’etichetta.»
Don Drink non nega il valore del cristianesimo, ma invita a fare una distinzione onesta:
tornare a Gesù senza necessariamente passare dal banco dell’enoteca ecclesiale.
“Perché», conclude, «se Gesù ha scelto il vino per spiegare il Regno di Dio, un motivo ci sarà stato. Il Regno fermenta, non si imbalsama.» Un caro saluto da parte dell’autore Francesco Garofalo

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