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Francesco Capocasale ricorda l’amico Fausto Nucci, esponente di spicco del movimento sindacale bancario ( clicca qui per leggere)

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Francesco Capocasale
Fausto Nucci

“Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede” e, sicuramente, il caro Fausto ha conquistato il premio del riposo nella pace dei giusti”. Con queste parole,  estrapolate dalla lettera  di San Paolo, Francesco Capocasale, ricorda con  commozione, Fausto Nucci,  sindacalista della cisl ed esponente di spicco del movimento sindacale bancario.  “Conoscevo da tempo, quando giovanissimo, a 21 anni, vincendo il concorso alla Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania e diventato impiegato bancario, mi iscrissi subito alla Fiba Cisl, l’organizzazione che riuniva i dipendenti delle aziende bancarie. Fausto Nucci ricopriva già, seppur giovane, eravamo, infatti, nel 1977, il ruolo di funzionario del Banco di Napoli, ma da tempo aveva scelto l’impegno sindacale nella Cisl e, in particolare, nella Fiba.Tale impegno sindacale lo portò a rivestire prestigiosi incarichi, fu segretario regionale della Fiba in Calabria e poi, per oltre un decennio, a Roma fu segretario nazionale della Fiba Cisl.In quegli anni, Fausto, pur risiedendo a Roma, non troncò mai i rapporti con la Calabria, Cosenza e soprattutto con Rogliano, ove, oltre alla sua famiglia, aveva numerosi amici con i quali, spesso, il fine settimana, amava ritrovarsi nella piazza San Domenico. Fausto Nucci aveva la stoffa del sindacalista vero, battagliero, capace e preparato, ma io lo ricordo, principalmente, nei congressi nazionali dei bancari della Cisl, in seno ai quali svolse sempre interventi puntuali e precisi.

Tra l’altro, Fausto Nucci era depositario di una importante cultura legata, oltre che alle tematiche del mondo bancario e del settore del credito non solo sul piano lavorativo/sindacale, ma anche  alle potenziali prospettive di sviluppo dell‘economia meridionale supportata dalla Cassa di Risparmio e dal Banco di Napoli, dove lui lavorava, Banche che svolsero un ruolo propulsivo nelle dinamiche dello sviluppo non assistito ma produttivo negli anni 70/80.

Lo ricordo, altresì, come relatore nei corsi/convegni promossi dalla scuola quadri Fiba Cisl a Firenze, in particolare, dove vi era la sede nazionale della scuola, ma anche in altre località italiane. In sede nazionale era stimato ed apprezzato per le sue enormi capacità, e per una profonda conoscenza della vita lavorativa che aveva iniziato facendo, prima di entrare al Banco di Napoli, il docente nelle scuole.

Quando terminò la sua attività lavorativa e sindacale, si ritirò, con piacere, a Rogliano insieme alla cara moglie, la dolce e paziente Tinuccia, vivendovi sino alla sua scomparsa, in piena tranquillità, in compagnia dei figli e dei nipoti, si dedicò , in quegli anni, sia pure per poco tempo, alla Federazione Pensionati della Cisl, per rendere ancora omaggio all’antica passione giovanile dell’impegno sindacale, quasi un “primo amore “così da non relegarlo all’oblio.

In questo periodo, dopo aver scritto diversi saggi sul rapporto Banche, Credito e Sviluppo scrisse due libri: Nonno Racconta e l’Osso del porcaro nei quali raccontava avvenimenti realmente accaduti con citazione di “personaggi “semplici ma veri ovvero esistiti e che fecero riassaporare il “gusto del buon tempo antico “costituito da valori indelebili sotto il profilo della memoria delle nostre Comunità

Sempre in  questo periodo, rifiutò anche interessanti proposte di inserimento politico in ruoli prestigiosi, fu proposto, infatti, come candidato sindaco di Rogliano per l’area allargata del centro sinistra”.