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Forti sospetti sulla gestione dei beni dell’agiata novantottenne, scomparsa di recente a Santo Stefano di Rogliano.

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Santo Stefano di Rogliano- Le voci si rincorrono in paese e i sospetti  aumentano con il passare del tempo sulla trasparenza e  gestione dei beni dell’agiata anziana scomparsa  all’età di novantotto anni  nel Comune di Santo Stefano di Rogliano.   Gli inquietanti interrogativi  sono circoscritti e  collocati nel periodo precedente  la nomina dell’Amministratore di Sostegno,   avvenuta    un  mese prima del decesso dell’anziana donna, verificatosi  il 4 agosto scorso. L’anziana “nobildonna” _ come é stata definita nel corso della commemorazione_  aveva  lavorato presso l’Opera Universitaria dell’Università degli Studi La Sapienza e per il servizio svolto  percepiva la pensione da lavoratrice dipendente. Risultava proprietaria di un lussuoso appartamento  a Roma,  in Via Cristoforo Colombo che aveva venduto, con la formula della  nuda proprietà, conservando  il diritto di abitazione  fino al decesso.  La differenza tra il valore reale dell’immobile, decurtato dall’usufrutto, sarebbe stata versata sul conto dell’anziana donna aperto presso un noto Istituto Bancario romano. Per questa vendita la signora Olga   Deni,  avrebbe incassato  una somma equivalente a più di trecentomila euro,  denaro che sarebbe  transitato   sul   conto bancario di cui era titolare. Oltre ai conti e depositi,  l’anziana donna, detta ” A romana” perché risiedeva sin da giovane  nella capitale,  era proprietaria  di una casa e di un appezzamento di terreno anche  nel Comune di  Santo Stefano di Rogliano. Amante del bello e del buon gusto, la sua abitazione era colma di opere d’arte di valore, selezionate  con cura e diligenza. Le sue precarie  condizioni di salute, avrebbero convinto la benestante signora, a  ritornare al suo paese d’origine, Santo Stefano di Rogliano. Separata a pochi mesi dal matrimonio, celebrato nel lontano 1947,  non risulterebbe divorziata dal marito,  nel frattempo deceduto. Da vedova avrebbe percepito anche un’integrazione economica sulla pensione.  Conduceva una vita agiata  ed era sempre, comunque,   attenta,  oculata nella spesa e sempre elegante nel portamento. La sua abitazione romana,  negli ultimi mesi, era frequentata solo da qualche  sua amica. La malattia, l’età e la paura di essere derubata, avrebbero convinto l’anziana donna a ritornare al suo paese  d’origine,  a Santo Stefano di Rogliano, nella casa di sua proprietà. Due anni addietro, infatti, da Santo Stefano partirono due persone, destinazione Via Cristoforo Colombo,   per   condurla nella sua casa  del centro storico del paese,  dove soleva ritornare nel periodo estivo.   A questo punto, dopo qualche mese dal trasferimento dalla capitale, avvenuto due anni addietro,  iniziano a sorgere  le prime difficoltà  sulle risposte da fornire ai bisogni di assistenza e cure manifestate dalla condizione di fragilità fisica e cognitiva in cui versava.   Al  rientro dalla capitale,  a distanza di pochi mesi, iniziano a  sorgere i primi  sospetti  sulla gestione e custodia  dei beni in suo possesso:  conti bancari, oggetti  preziosi….  Il sospetto che qualcosa non  andasse nel verso giusto sarebbe  iniziato  quando la signora  comincia  a negarsi,  a non rispondere più al telefono per comunicare con qualche amica.  “La signora non è in condizioni di rispondere al telefono”. Da qui  sarebbe iniziato il processo di isolamento con l’esterno. I mesi, intanto,  trascorrono e le condizioni di salute peggiorano:  ai  momenti di lucidità  si collegano profondi vuoti di memoria, Le voci che dalla sua abitazione siano  andati smarriti oggetti di valori,  collane d’oro…, si  rincorrono. Così come si rincorrono gli  interrogativi sui movimenti bancari. La signora  non sarebbe stata in grado, per le condizioni di salute in cui versava,  recarsi a Cosenza, presso l’Istituto  bancario per effettuare prelevamenti e altre operazioni collegate al conto e ai depositi.  Al trasferimento di residenza sarebbe seguito anche il trasferimento del conto bancario  di cui era  titolare in un noto istituto bancario di Cosenza

. A questo punto sorgono le inquietanti domande: se la signora era in condizioni di forte disagio emotivo,  perchè si sarebbe  preferito trasferire il conto bancario da Roma alla citta bruzia ? Perché non privilegiare uno sportello bancario locale o della vicina Rogliano?  Certamente il disagio sarebbe stato alleviato.  Chi avrebbe  seguito l’iter burocratico e amministrativo del trasferimento del conto? Chi avrebbe gestito i beni della signora Olga prima della nomina  dell’amministratore di Sostegno?  Adesso si attendono i risultati che emergeranno dall’inventario dei beni, lasciati in eredità, all’Ente Parrocchia di Santo Stefano di Rogliano ( beni immobili) e al Comune di Santo Stefano di Rogliano ( beni mobili: denaro, oro….). Il testamento pubblico dell’anziana  novantottenne, sottoscritto  qualche anno prima della dipartita, in uno studio notarile, è stato reso noto di recente. Adesso si attendono, con particolare interesse,  i risultati che  emergeranno dall’inventario dei beni mobili con l’auspicio che qualcuno possa fornire delucidazioni  e racconti credibili agli  interrogativi sollevati.

( FG)

 

Sull’argomento  anche la Gazzetta del Sud , del 5 gennaio 2023 , ha pubblicato un articolo dal titolo ” Dubbi della minoranza sull’eredità di un’anziana”, riprendendo le perplessità manifestate dal gruppo consiliare ” Comune in Comune”, durante la seduta consiliare del 16 dicembre 2022  che ha  deliberato sull’ordine del giorno riguardante  i “beni mobili” lasciati in eredità al Comune. La minoranza consiliare ha annunciato di promuovere un incontro per esaminare e approfondire ulteriormente i problemi che interessano la vita sociale del paese.