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Ecatombe nel mare di Crotone. La Calabria in lutto per la strage di migranti. Non c’è ancora il numero attendibile delle persone che erano a bordo del vecchio peschereccio).Forse oltre 100 morti, anche due gemellini e un neonato

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Ecatombe nel mare di Crotone: 59 morti tra cui un neonato. La Calabria è in lutto per la strage di migranti. Si tratta di una vera e propria tragedia avvenuta

E’ di 30 morti il bilancio, ancora provvisorio, dei morti durante uno sbarco di migranti a Cutro, nel Crotonese. Ai cadaveri trovati sulla spiaggia, in località “Steccato”, si aggiungono, infatti, quelli trovati in mare che devono ancora essere recuperati, 26 febbraio 2023. Sul posto, insieme ai carabinieri ed alla polizia, ci sono la Guardia di finanza, la Guardia costiera ed i vigili del fuoco. ANSA/GIUSEPPE PIPITA

questa mattina nello specchio d’acqua antistante la località Steccato, nel Comune di Cutro, a pochi chilometri dalla città di Pitagora. Un vecchio motopeschereccio, con a bordo circa 150-200 migranti (non c’è ancora un numero attendibile delle persone che erano a bordo del caicco partito 4 giorni fa dalla Turchia)  si stava avvicinando alla spiaggia quando l’impeto delle onde alte due metri lo ha violentemente sbattuto contro gli scogli, spezzandolo in due. Molti sono stati scaraventati nell’acqua fredda, mentre altri sono rimasti intrappolati tra i rottami del vecchio peschereccio.

La situazione sul luogo dell’incidente è stata apocalittica. Il barcone era partito quattro giorni fa dalla Turchia. Siamo profondamente addolorati per la perdita di 59 vite umane, tra cui 12 bambini. Questa tragedia è insopportabile e ci lascia senza parole. Il nostro cuore è pieno di angoscia e rabbia per la sorte ingiusta che ha colpito queste persone in cerca di una vita migliore.

Il cordoglio è condiviso da tutti noi, ma non basta: è importante che l’Italia non sia lasciata sola nella gestione dei flussi migratori, e che l’Europa si assuma la responsabilità di fare la sua parte nell’accoglienza e nella prevenzione di tragedie come questa. (Franco Garofalo)