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Domenica 3 maggio 2026. Il santo del giorno: Santi Filippo e Giacomo. Avvenne oggi: 1968 – Parigi, prime cariche della polizia contro studenti in protesta: è l’inizio del Maggio francese

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Oggi la Chiesa cattolica venera: Santi Filippo e Giacomo Apostoli. l 3 maggio la Chiesa celebra i Santi Filippo e Giacomo, due figure centrali tra gli Apostoli, accomunate da un destino di fede vissuta fino alle estreme conseguenze. La loro memoria, condivisa nella stessa giornata, non è legata con certezza storica al giorno del martirio, ma alla dedicazione dell’antica basilica romana dei Santi Apostoli, sorta tra il IV e il V secolo e ancora oggi luogo simbolico della loro testimonianza. Filippo, originario di Betsaida, emerge come uomo alla ricerca, attento alle Scritture e profondamente desideroso di riconoscere il Messia atteso. È lui ad annunciare con entusiasmo a Natanaele l’incontro con Gesù, segnando così uno dei primi momenti di diffusione della buona notizia. La sua figura appare anche nel racconto della moltiplicazione dei pani, dove, con realismo umano, si interroga su come sfamare la folla. Dopo la Pentecoste, la tradizione lo colloca tra i primi evangelizzatori in terre lontane, fino alla Frigia, dove la sua predicazione avrebbe suscitato numerose conversioni ma anche forti ostilità. Proprio queste opposizioni lo condussero al martirio, segno di una fede vissuta con determinazione fino all’ultimo. Diverso per temperamento ma altrettanto intenso nel cammino spirituale, Giacomo, detto “il Minore” per distinguerlo dall’omonimo apostolo, è ricordato come uomo austero e profondamente dedito alla preghiera. Parente di Gesù secondo la tradizione, guidò la prima comunità cristiana di Gerusalemme, diventandone punto di riferimento autorevole. La sua figura è legata anche al Concilio di Gerusalemme, momento decisivo per l’apertura della Chiesa ai pagani. La sua saggezza contribuì a superare tensioni e divisioni, indicando una via di equilibrio e accoglienza. La tradizione lo ricorda con il titolo di “Giusto”, a sottolineare una vita coerente e rigorosa. Il suo martirio, avvenuto dopo anni di guida della comunità cristiana, è descritto come particolarmente crudele: colpito mentre pregava, Giacomo avrebbe continuato a invocare il perdono per i suoi persecutori. A lui è attribuita anche una delle lettere del Nuovo Testamento, nella quale risuona un messaggio ancora attuale: la fede autentica si riconosce dalle opere. La ricorrenza dei due Apostoli invita a riflettere su un tema sempre attuale: la coerenza tra ciò che si crede e ciò che si vive. In un tempo segnato da cambiamenti e incertezze, le loro vite indicano una direzione chiara, fatta di responsabilità personale, perseveranza e testimonianza concreta. Non si tratta solo di memoria religiosa, ma di un patrimonio culturale e umano che attraversa i secoli, parlando ancora oggi a credenti e non credenti. Filippo e Giacomo, con percorsi diversi ma uniti dalla stessa vocazione, restano esempi di fedeltà a una scelta di vita, vissuta senza compromessi.

MARTIROLOGIO ROMANO. Festa dei santi Filippo e Giacomo, Apostoli. Filippo, nato a Betsaida come Pietro e Andrea e divenuto discepolo di Giovanni Battista, fu chiamato dal Signore perché lo seguisse; Giacomo, figlio di Alfeo, detto il Giusto, ritenuto dai Latini fratello del Signore, resse per primo la Chiesa di Gerusalemme e, durante la controversia sulla circoncisione, aderì alla proposta di Pietro di non imporre quell’antico giogo ai discepoli convertiti dal paganesimo, coronando, infine, il suo apostolato con il martirio

 

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