La Chiesa cattalica celebra San Giovanni Crisostomo, vescovo di Costantinopoli e Dottore della Chiesa, ricordato come uno dei più importanti predicatori del cristianesimo antico. Il termine greco Crisostomo, che significa “bocca d’oro”, gli fu attribuito per la straordinaria efficacia della sua oratoria e per la capacità di rendere comprensibile la Sacra Scrittura anche alle persone più semplici. Giovanni nacque intorno al 349 ad Antiochia di Siria, uno dei maggiori centri culturali e religiosi del tempo. Rimasto presto senza padre, ricevette dalla madre una solida educazione cristiana. Studiò retorica e filosofia con maestri prestigiosi, acquisendo una preparazione che avrebbe potuto aprirgli una brillante carriera pubblica. Scelse, invece, di mettere le proprie capacità al servizio della fede e della comunità. Ordinato sacerdote, si distinse per le omelie intense e appassionate. Non cercava effetti retorici fini a sé stessi: utilizzava la parola per illuminare le coscienze, richiamare alla responsabilità e indicare una via concreta di cambiamento. Commentò con particolare profondità le lettere di san Paolo e invitò continuamente i fedeli a tradurre la fede in gesti di solidarietà verso i poveri, gli ultimi e quanti vivevano ai margini della società. Nel 398 venne chiamato a guidare la Chiesa di Costantinopoli. Da vescovo condusse una vita sobria, ridusse le spese della sede episcopale e destinò maggiori risorse all’assistenza dei bisognosi. La sua idea di Chiesa non poteva separare il culto dalla giustizia sociale: la preghiera, secondo il suo insegnamento, perde significato quando rimane indifferente alla sofferenza umana. Giovanni denunciò apertamente il lusso, la corruzione e gli abusi del potere. Le sue parole suscitarono il consenso del popolo, ma provocarono anche l’ostilità di alcuni ambienti politici e religiosi. La fermezza con cui richiamava tutti, senza distinzioni, ai propri doveri gli procurò avversari influenti. Fu deposto ed esiliato una prima volta, quindi richiamato a Costantinopoli per il forte sostegno popolare. Poco dopo, tuttavia, venne nuovamente allontanato. Le fatiche, le privazioni e i continui trasferimenti compromisero definitivamente la sua salute. Morì il 14 settembre 407, durante il cammino verso una lontana destinazione d’esilio, nei pressi di Comana, nell’attuale Turchia. Secondo la tradizione, le sue ultime parole furono un affidamento totale alla volontà divina. La grande eredità di San Giovanni Crisostomo risiede nella coerenza tra la predicazione e la vita. Non considerò mai la parola un ornamento o uno strumento per ottenere consenso, ma una responsabilità da esercitare con coraggio. Per lui parlare significava servire la verità, difendere la dignità delle persone e scuotere le coscienze dall’indifferenza. La sua testimonianza conserva una sorprendente attualità. In una società attraversata da parole rapide, spesso aggressive o prive di contenuto, il “vescovo dalla bocca d’oro” ricorda che la vera eloquenza non consiste nel parlare molto, ma nel comunicare ciò che è giusto con chiarezza, carità e credibilità. San Giovanni Crisostomo insegna anche che il potere, civile o religioso, trova la propria legittimità soltanto quando diventa servizio. La sua voce fu perseguitata, ma non venne spenta: continua ancora oggi a richiamare credenti e non credenti al valore della coerenza, alla cura dei più fragili e al dovere di non tacere davanti alle ingiustizie.

Avvenne oggi:
1788 – New York capitale: La Convenzione costituzionale degli Stati Uniti stabilisce che New York diventa la prima capitale provvisoria del Paese, prima del successivo trasferimento definitivo a Washington D.C.
1982 – La legge Rognoni-La Torre: Il Parlamento italiano approva una norma fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata. Viene introdotto ufficialmente nel codice penale l’articolo 416-bis, che definisce il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.
1993 – Gli Accordi di Oslo: Sul prato della Casa Bianca, il leader palestinese Yasser Arafat e il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin si stringono la mano dopo la firma del primo storico accordo Israele-Palestina, che concede un autogoverno limitato alla Striscia di Gaza e a Gerico
20027 – La Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni è adottata dalle Nazioni Unite.
