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Danza: Arte, Disciplina, Benessere. Celebriamola nella Giornata Internazionale di Francesco Garofalo (sociologo)

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Un linguaggio universale che migliora corpo e mente: la danza accompagna l’uomo da sempre, tra arte, cultura e salute

Dovremmo considerare persi i giorni in cui non abbiamo ballato almeno una volta. Così si esprimeva Friedrich Nietzsche, sottolineando la forza vitale della danza, linguaggio universale che unisce corpo, mente e spirito. Oggi, 29 aprile, celebriamo la Giornata Internazionale della Danza, istituita dal Comitato della Danza dell’International Theatre Institute, principale partner dell’Unesco per le arti performative. L’obiettivo è promuovere la conoscenza e la pratica di quest’arte millenaria, sensibilizzando anche le istituzioni locali affinché riconoscano il valore della danza per la comunità e per l’individuo. La danza accompagna la storia dell’uomo fin dalla preistoria, documentata tra pitture rupestri e reperti archeologici. Presente in ogni cultura e società, è sempre stata sinonimo di aggregazione sociale, espressione emotiva e rito collettivo. Nelle antiche civiltà, come quella egizia, greca e orientale, danza e musica erano strumenti di celebrazione, di culto e di benessere psicofisico. In Grecia, in particolare, la danza (χορός, “chorós”) era considerata una parte essenziale dell’educazione: il movimento e le note musicali erano visti come forme di armonia tra corpo e anima, da coltivare con rispetto e disciplina.

Il movimento, si sa, produce benessere: aiuta a vivere meglio, a condizione che sia praticato nel rispetto delle proprie possibilità fisiche e delle regole dettate dalle discipline seguite. Se poi il movimento si fonde con rilassanti note musicali, l’effetto benefico si amplifica, generando piacevoli stati emotivi che influenzano positivamente la salute individuale e il benessere collettivo.

Quando il corpo si lascia guidare dalla musica, permettendo alle note di “entrare” e “appropriarsi” del proprio essere, sia la psiche sia la chimica del nostro corpo si nutrono in modo sano: si attivano ormoni del buonumore come le endorfine e si riduce il livello di cortisolo, l’ormone dello stress. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che ballare migliora l’equilibrio, la postura, la memoria, stimola la creatività e contribuisce alla prevenzione di malattie neurodegenerative.

Oggi celebriamo la danza come arte, disciplina e sport: essa si esprime sia attraverso programmi coreografici strutturati, sia in forme libere e improvvisate. Nata come espressione spontanea, si è definita come “danza accademica” nel XVII secolo con la fondazione, nel 1661, dell’Académie Royale de Danse a Parigi, voluta da Luigi XIV, appassionato ballerino, che riunì i tredici più celebri maestri dell’epoca per codificare e insegnare questa nobile arte. Oggi la danza si studia in accademie riconosciute in tutto il mondo, formando ballerini professionisti, ma anche appassionati che vi si dedicano per passione o divertimento. In ogni caso, ballare significa esprimere se stessi, comunicare emozioni attraverso un linguaggio unico di musica e movimento.

Ballare, insomma, fa bene al corpo e alla mente. La scienza lo conferma e l’esperienza personale lo ribadisce: “Danza che ti passa” non è solo uno slogan, ma una filosofia di vita. Praticata con regolarità e nel rispetto delle proprie condizioni fisiche, la danza è un potente antistress e antidepressivo naturale. La Giornata Internazionale della Danza vuole ricordarci questo: ballare è vivere, e ogni passo di danza è un passo verso il benessere.

In Grecia, come ribadito, il “chorós” non era solo un momento ricreativo, ma una pratica educativa fondamentale per la formazione dell’individuo, spesso collegata al teatro e alle cerimonie religiose. Anche oggi, educare alla danza sin dall’infanzia è considerato un investimento prezioso: la danza aiuta i bambini a sviluppare coordinazione, equilibrio, fiducia in sé stessi, rispetto delle regole e capacità di espressione emotiva.

Che si tratti di danza classica, moderna, hip hop o folk, ballare produce benefici scientificamente riconosciuti su corpo e mente. Ecco un elenco dei principali vantaggi confermati da studi pubblicati su riviste accademiche internazionali:

  • Miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione motoria (Frontiers in Aging Neuroscience, 2017);
  • Riduzione del rischio di demenza e miglioramento della memoria (New England Journal of Medicine, Verghese et al., 2003);
  • Aumento della neuroplasticità cerebrale (Frontiers in Human Neuroscience, 2014);
  • Riduzione dei livelli di stress e ansia grazie alla diminuzione del cortisolo (International Journal of Behavioral Medicine, 2015);
  • Incremento della produzione di endorfine, serotonina e dopamina, neurotrasmettitori legati al piacere e al buonumore (Arts & Health, 2011);
  • Miglioramento della salute cardiovascolare e della capacità polmonare attraverso il movimento aerobico (American Heart Association, 2016);
  • Potente effetto antidepressivo comparabile a quello di una terapia farmacologica in casi di lieve depressione (Complementary Therapies in Medicine, 2015).

Se praticato rispettando le proprie condizioni fisiche e seguendo le tecniche corrette, il corpo ne trae vigore e la mente leggerezza. Se poi il movimento si sincronizza con rilassanti note musicali, l’effetto positivo sulle emozioni si amplifica, favorendo stati di gioia condivisa e migliorando la qualità della vita individuale e di gruppo.