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Da Alfagomma a Danfoss: per Piano Lago si apre una nuova stagione di sviluppo

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Il Movimento Nazionale per la Fusione dei Piccoli e Medi Comuni d’Italia – Sezione Savuto accoglie con favore l’operazione industriale e rilancia la necessità di una governance territoriale unitaria per sostenere occupazione, investimenti e crescita del comprensorio.

PIANO LAGO – L’acquisizione di Alfagomma da parte del gruppo industriale danese Danfoss rappresenta un segnale di fiducia per Piano Lago e per l’intero comprensorio del Savuto. A sottolinearlo è il Movimento Nazionale per la Fusione dei Piccoli e Medi Comuni d’Italia – Sezione Savuto, che esprime soddisfazione per una operazione destinata a rassicurare centinaia di lavoratori e le loro famiglie, aprendo al tempo stesso nuove prospettive di sviluppo industriale. Secondo il Movimento, la salvaguardia di oltre quattrocento posti di lavoro costituisce un risultato di grande rilievo, capace di evitare pesanti ripercussioni sull’economia locale, sull’indotto produttivo e sull’equilibrio sociale di numerose comunità del territorio. Particolare apprezzamento viene espresso anche per le prime dichiarazioni della società acquirente, che ha definito Alfagomma una realtà complementare alle proprie attività, manifestando l’intenzione di valorizzarne il patrimonio industriale, le competenze professionali e la continuità produttiva. Un orientamento che alimenta la speranza di nuovi investimenti, innovazione tecnologica e ulteriore consolidamento dello stabilimento di Piano Lago.

Un patrimonio industriale che ha segnato la storia del Savuto

Nel comunicato trova spazio anche un richiamo alle origini dello stabilimento, nato oltre mezzo secolo fa per iniziativa dell’imprenditore Ginnasio, recentemente insignito alla memoria del riconoscimento “Luce del Sud”, promosso da L’Eco della Valle e Il Reventino, insieme ad altre figure di primo piano del mondo dell’impresa, dell’università e della cultura. L’insediamento produttivo rappresentò una svolta storica per il territorio, trasformando Piano Lago in uno dei principali poli industriali della Calabria. Il Movimento rivolge un pensiero riconoscente alle prime maestranze, oggi in gran parte in pensione, protagoniste di una stagione fatta di sacrificio, professionalità e speranza, che ha contribuito alla crescita economica e sociale dell’intero comprensorio.

Oltre la soddisfazione: serve una strategia per il futuro

La vicenda, secondo il Movimento, offre però anche l’occasione per una riflessione più ampia sul futuro dell’agglomerato industriale. Le domande poste sono precise: quale ruolo intendono svolgere le amministrazioni comunali interessate? Quale strategia condivisa si vuole costruire per attrarre nuovi investimenti, migliorare infrastrutture, mobilità, servizi, formazione e innovazione? Negli ultimi decenni Piano Lago ha vissuto fasi alterne, con aziende che hanno ridimensionato la propria presenza e altre che hanno scelto di delocalizzare. Nonostante ciò, il capitale umano del territorio continua a rappresentare una risorsa qualificata e competitiva, riconosciuta anche dalle grandi realtà industriali.

La proposta: una governance unitaria per Piano Lago

Da qui il rilancio della proposta sostenuta dal Movimento Nazionale per la Fusione dei Piccoli e Medi Comuni d’Italia: superare l’attuale frammentazione amministrativa che interessa un’area produttiva distribuita tra più Comuni, ma priva di una cabina di regia unitaria. Per il Movimento, Piano Lago necessita di una governance moderna, autorevole e condivisa, capace di dialogare con una sola voce con Regione, Governo, sistema produttivo e investitori internazionali, programmando in modo organico lo sviluppo del territorio. La positiva conclusione dell’operazione Alfagomma-Danfoss viene quindi interpretata non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di una nuova fase, nella quale la tutela dell’occupazione dovrà accompagnarsi a una visione strategica fondata sull’innovazione, sulla cooperazione istituzionale, sulla valorizzazione del capitale umano e su un modello di sviluppo condiviso. Un messaggio che va oltre la singola vicenda industriale e rilancia il dibattito sul futuro del comprensorio del Savuto, chiamato a trasformare una buona notizia in un’opportunità concreta di crescita per l’intero territorio.