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Coronavirus: nei bambini replica come negli adulti

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“Coronavirus, i bambini sono protetti dalla malattia.  L’infezione dal virus sembra avere conseguenze molto più lievi di quanto possa accadere agli adulti e in particolar modo alle persone anziane”. Sono considerazioni espresse da esperti  che abbiamo sentito e letto in questi mesi di pandemia, insieme a tante altre considerazioni non sempre sviluppate su certezze scientifiche.

Oggi riprendiamo una notizia che merita di essere commentata e cioè che i bambini e gli adolescenti si infettano come gli adulti e sono anche contagiosi.

Back view kids having fun in public park

Tale considerazione emerge da uno studio  tedesco, effettuato su un campione di oltre 3000 pazienti affetti da Covid-19 dal quale  emerge che anche i bambini e gli adolescenti possono essere infettati e possono contagiare allo stesso modo degli adulti.

A sottolinearlo un articolo pubblicato su ‘MedicalFacts.it’ da Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Pisa nel quale si legge:  “Uno studio tedesco conferma che la carica virale nei bambini e negli adolescenti non è significativamente inferiore a quella degli adulti. Pur avendo raramente forme gravi di malattia, se s’infettano esprimono lo stesso potenziale di contagiosità degli adulti”.

Lo studio in questione, guidato dal gruppo di Christian Drosten,  dimostrerebbe   che ” la  carica virale nei bambini e negli adolescenti non è significativamente inferiore a quella degli adulti.
in breve, secondo  i promotori il coronavirus non si comporterebbe molto diversamente dai virus influenzali in cui i bambini svolgono un ruolo importante nella diffusione del contagio. Hanno di rado forme gravi di malattia, ma, se s’infettano, manifestano lo stesso potenziale di contagiosità degli adulti. E’ un’ulteriore evidenza che cerca di gettare luce sulle dinamiche di infezione e trasmissione del virus fra i bambini, soprattutto in preparazione alla riapertura delle scuole a settembre. La cautela è comunque ampiamente giustificata di fronte a questi studi ed elementi forniti.   I dati di questo lavoro scientifico, fanno emergere  che i bambini s’infettano e trasmettono la malattia, e per fortuna non si ammalano. Per cui costituiscono un rischio  per i genitori e soprattutto per i nonni.

La notizia è stata ripresa e diffusa anche  da diversi  organi di stampa,  che seguono con particolare attenzione le dinamiche relative alla diffusione e contenimento  dell’infezione,  per non  arrivare impreparati, in vista dell’ ipotizzato avvio delle attività didattiche.