Home Attualità Come l’algoritmo della Bocconi ha anticipato l’elezione di papa Prevost

Come l’algoritmo della Bocconi ha anticipato l’elezione di papa Prevost

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Giuseppe Soda, originario di Mangone nel Cosentino e docente all’Università Bocconi, racconta lo studio che ha previsto l’ascesa al soglio pontificio di Leone XIV grazie all’analisi delle reti sociali e alle trasformazioni introdotte da papa Francesco


La notizia è ripresa da diverse testate giornalistiche nazionali e sarà destinata a suscitare scalpore per tutto cio che riguarda gli scenari futuri. “L’elezione di Robert Francis Prevost? È il risultato di caratteristiche personali, ma anche di un processo organizzativo molto preciso su cui il pontificato di Francesco ha inciso in modo rilevante. Così siamo riusciti a prevederlo”: a sostenerlo è Giuseppe Soda, ordinario di Teoria dell’organizzazione e analisi delle reti sociali all’Università Bocconi, autore insieme ad Alessandro Iorio e Leonardo Rizzo di uno studio – “Nella rete del Conclave” – che ha di fatto “pronosticato” la nomina di Leone XIV. “Abbiamo usato degli algoritmi che servono per studiare le organizzazioni umane. La Chiesa cattolica affianca alla rigida gerarchia un sistema molto articolato di organismi collettivi come le congregazioni, i comitati e altre istituzioni. Il risultato è un’organizzazione estremamente complessa, di matrice globale”, spiega Soda. “Queste ramificazioni formano un’infrastruttura in cui si incardinano e si intrecciano le relazioni tra cardinali e che permette di alimentare il processo decisionale attraverso l’esercizio dell’influenza o la condivisione delle idee e delle informazioni. Attraverso alcune precise misure siamo stati in grado di capire chi, all’interno di questa complessa rete di relazioni, occupava le posizioni di maggior preminenza per status, per capacità di mediazione e per costruzione di coalizione”, racconta il docente. E prosegue: “Prevost emergeva come il cardinale con il più elevato indicatore di status, molto ben collegato numericamente, ma anche collegato con cardinali a loro volta molto centrali. Questa posizione amplifica la visibilità e rafforza il processo di costruzione del consenso. Tuttavia, essere così centrale in tutte queste strutture all’interno della Chiesa non è casuale, ma è il risultato dell’accumulazione di decisioni organizzative ben precise orientate dalle scelte di papa Francesco”. Lo studio della Bocconi mette così in luce come, anche in un contesto spirituale e apparentemente insondabile come quello del Conclave, l’analisi delle reti e degli equilibri organizzativi possa rivelarsi uno strumento potente. Non una profezia, ma una lettura scientifica delle dinamiche di potere che attraversano la Chiesa cattolica del terzo millennio.