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Cellara : la rinascita delle Pullicinelle.

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Dopo gli atti vandalici, i giganti di cartapesta, riaffermando identità e orgoglio collettivo.

Anche di fronte agli atti vandalici che hanno colpito i giganteschi pupazzi di cartapesta — realizzati con passione e creatività da giovani artisti locali — la determinazione di ricostruire e riportare in scena questa tradizione rurale è rimasta incrollabile. La rinascita delle Pullicinelle, che da oltre un secolo incarnano l’essenza identitaria del paese, non si è fatta attendere, simboleggiando la tenacia e l’amore verso le proprie radici. La sfilata delle Pullicinelle, le figure colossali di cartapesta, affonda le sue origini nella seconda metà dell’Ottocento. In passato veniva realizzata un’unica figura, ma con il tempo la fantasia collettiva ha generato l’elaborazione di più fantocci, spesso evocativi di volti noti, che animano un corteo variopinto e festoso che unisce la comunità. Queste strutture monumentali, costruite con canne di bambù o legno di castagno e rivestite da carta velina multicolore, acquisiscono vita durante la festa grazie alla musica coinvolgente e all’entusiasmo dei partecipanti. L’apice della manifestazione è la sfilata: i giganti di carta attraversano le vie del paese accompagnati dai tamburi, dai tammurinari e da cori improvvisati. Danze, inchini e corse vivaci animano il percorso, scandito da soste rituali davanti alle abitazioni, che coinvolgono tutti in un clima di allegria condivisa. La festa si conclude nella piazza, dove i fantocci vengono dati alle fiamme in un grande falò: un gesto propiziatorio denso di significati, che invita a liberarsi delle difficoltà e a rinnovare lo spirito collettivo. Pur evolvendosi con il passare del tempo, la sfilata delle Pullicinelle continua ad essere l’appuntamento più atteso dell’anno. Non si tratta di un semplice folklore: è un rito popolare che rafforza il senso di appartenenza, rinsalda l’identità di Cellara e celebra la vitalità della sua comunità.

Il significato profondo della sfilata

La sfilata delle Pullicinelle è oggi riconosciuta anche come “bene demoetnoantropologico immateriale” dalla Regione Calabria: un patrimonio culturale da valorizzare, che intreccia tradizione, arte, musica popolare ed elementi del Carnevale e dei cicli stagionali. La manifestazione richiama efficacemente l’idea di purificazione e rinnovamento, allontanando il negativo a favore di una rinascita collettiva