La vicenda del sindaco di Corigliano-Rossano sollecita una riflessione sulla dignità delle persone, sulla presunzione di non colpevolezza e sul rispetto del lavoro della magistratura. Attendiamo gli sviluppi nelle sedi competenti, senza anticipare giudizi.
di Redazione
Siamo convintamente garantisti, per costume, educazione e cultura. Crediamo nella giustizia e nelle libertà riconosciute dalla nostra Costituzione, che pone al centro la dignità della persona, l’uguaglianza davanti alla legge e il diritto alla difesa. La presunzione di non colpevolezza fino alla condanna definitiva costituisce un riferimento essenziale per le istituzioni, per l’informazione e per il dibattito pubblico. Per queste ragioni, ogni riflessione riguardante persone sottoposte a indagini o a misure restrittive, siano esse semplici cittadini o rappresentanti delle istituzioni, richiede equilibrio e responsabilità. Il garantismo esprime anche un principio morale: ci chiede di rispettare le persone e di distinguere con precisione le ipotesi investigative dalle responsabilità definitivamente accertate. È un principio che deve valere per tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche, dalle conoscenze personali e dalle opinioni che ciascuno può avere maturato. Con questo orientamento guardiamo alla vicenda di Flavio Stasi. Secondo quanto riferito dall’ANSA il 28 ottobre, il sindaco di Corigliano-Rossano è stato destinatario di una misura cautelare agli arresti domiciliari, disposta dal gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nell’ambito dell’operazione condotta dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza. Una misura cautelare non equivale a una condanna. Le ipotesi formulate nell’ambito del procedimento devono essere sottoposte alle verifiche previste dalla legge, nel rispetto dei diritti della difesa e delle valutazioni degli organi giudiziari competenti. Non intendiamo entrare nel merito degli elementi investigativi, valutarne la consistenza o formulare previsioni sull’esito della vicenda. Non disponiamo della conoscenza completa degli atti necessaria per esprimere valutazioni di questo genere. L’impatto sulla comunità e sulle istituzioni locali è comunque rilevante. Il coinvolgimento giudiziario di un sindaco può suscitare preoccupazione, interrogativi e smarrimento, perché investe anche il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione. Proprio questa delicatezza richiede parole misurate e informazioni accurate.
Del percorso pubblico di Stasi abbiamo apprezzato l’attenzione al territorio e l’impegno manifestato sui temi della legalità. Esprimiamo questa considerazione come valutazione personale e politica, senza attribuirle alcun valore probatorio rispetto ai fatti oggetto del procedimento.È comprensibile che la notizia susciti particolare sorpresa in chi ha seguito e apprezzato quel percorso. Tale sentimento deve accompagnarsi alla consapevolezza che l’accertamento dei fatti appartiene alle sedi giudiziarie.La vicinanza umana può convivere con il pieno rispetto per il lavoro degli inquirenti e dei magistrati. Riconoscere i diritti di una persona indagata e rispettare l’autonomia della magistratura sono espressioni della medesima cultura costituzionale.Avere fiducia nella giustizia significa riconoscere il ruolo dell’accusa, la funzione essenziale della difesa e la responsabilità degli organi chiamati a decidere. Significa attendere gli sviluppi, mantenendo distinta la discussione pubblica dall’accertamento giudiziario.È un impegno che riguarda anche chi informa. La cronaca deve dare conto dei provvedimenti e delle ipotesi formulate, attribuendoli correttamente alle fonti e senza presentarli come fatti definitivamente dimostrati. La stessa attenzione deve accompagnare gli sviluppi successivi, compresi eventuali elementi favorevoli alle persone coinvolte.Per questo riteniamo necessario evitare giudizi sommari, insinuazioni sulle intenzioni altrui e ricostruzioni prive di riscontri. La delicatezza della vicenda richiede rispetto per tutti: per le persone interessate, per chi svolge le indagini e per la comunità che segue gli eventi.Attendiamo dunque con fiducia il seguito del procedimento, senza anticiparne l’esito. Auspichiamo che ogni elemento possa essere valutato con accuratezza e che tutte le persone coinvolte possano esercitare pienamente i propri diritti. Il garantismo acquista significato quando diventa un comportamento coerente: rispetto della dignità personale, prudenza nel giudizio e fiducia negli strumenti dello Stato di diritto. È questo l’orientamento con il quale continueremo a seguire la vicenda.
